Belle arti

05 Lug 2019


Roma, eccezionale affresco medievale ritrovato intatto dopo 900 anni

Un ritrovamento eccezionale per l’iconografia rarissima dei personaggi dipinti e per lo stato di perfetta conservazione.

Lo splendido dipinto si trovava nascosto in un’intercapedine di un muro nella chiesa di Sant’Alessio all’Aventino dov’è rimasto nascosto per oltre 900 anni in incredibile stato di conservazione.

Riferibile alla metà del XII secolo, l’affresco raffigura probabilmente il Cristo pellegrino e Sant’Alessio. Misura 4 metri di altezza per 90 centimetri di larghezza, ma quella ritrovata è solo una parte dell’intero dipinto: una seconda metà, altrettanto grande, è ancora nascosta dalla restante parte del muro della chiesa.

La parte di affresco restituita alla luce è un tripudio di colori: spiccano i mantelli color porpora e la lucentezza delle aureole su fondo scuro incorniciato da una cornice policroma che la restauratrice Susanna Sarmati definisce di «eccezionale raffinatezza».

La scoperta è il frutto di un’indagine lunga anni. «Tutto è partito durante una ricerca d’archivio» racconta in esclusiva all’Ansa la storica dell’arte Claudia Viggiani, autrice della scoperta. Ad accendere la sua curiosità, una lettera scritta nel 1965 dall’Ufficio speciale del Genio Civile per le Opere edilizie della capitale alla Soprintendenza ai monumenti per il Lazio, nella quale si parla di "un affresco in ottimo stato di conservazione" casualmente rinvenuto durante i lavori per il consolidamento di una torre campanaria. Il documento però non specifica di quale chiesa. Il funzionario che negli anni Sessanta si era trovato di fronte alla meraviglia di quei colori aveva alla fine richiuso la porta lasciando il dipinto al suo secolare oblio. «C’è voluto un po’, ma alla fine l’ho trovato», sorride oggi la studiosa, la cui determinazione in questa storia è stata - è proprio il caso di dirlo - determinante.

Il dipinto, assolutamente inedito, è stato messo in sicurezza dalla restauratrice Susanna Sarmati con un progetto finanziato dalla Soprintendenza Speciale di Roma guidata da Francesco Prosperetti.

Si ipotizza che originariamente l’affresco occupasse la parete della controfacciata della chiesa. Chi la ristrutturò nei secoli successivi, forse per il rispetto che si doveva a Sant’Alessio e la fama che lo accompagnava in epoca medievale, probabilmente ebbe cura di proteggere l’affresco coprendolo in modo che potesse essere conservato; una porzione di esso, il volto di Sant’Alessio, rimase tuttavia visibile dai fedeli attraverso una feritoia aperta sull’interno della chiesa.

La dott.ssa Viggiani vuole ora riportare alla luce anche l’altra metà - ancora nascosta - del dipinto. Un raro ritrovamento medievale, incredibilmente conservato, potrà così diventare patrimonio di tutti gli amanti dell’arte ed essere ammirato e visitato dal mondo intero.

 

(Fonie: Ansa.it)






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