Scolpire Emozioni

Conosciamo Pietro Colmellere, giovanissimo scultore di Combai…

Esiste un tempo in cui si cerca. E un altro in cui si trova. Si scopre quel qualcosa che ci appartiene da sempre, qualcosa che senza saperlo era già dentro di noi e stava solo aspettando di essere scovato. Mi ha sempre affascinato questo aspetto della scultura: mentre l’artista lavora un pezzo di marmo o un blocco di legno è come se lavorasse su di sé, tirando fuori dalla materia informe la propria forma. Ci vuole coraggio, il coraggio di ascoltarsi dentro.

Pietro Colmellere è un giovanissimo scultore di Combai, frazione di Miane, in provincia di Treviso. Ha 21 anni, e già realizza opere di straordinaria bellezza che profumano di legno e di vita.

La scultura rientra tra le attività artigianali che sembrano rimandare a un tempo ormai in via di estinzione. Non sono tanti i giovani che scelgono questa forma d’espressione artistica. Tu come l’hai scelta?

La scultura è qualcosa di fisico, tangibile, reale. Forse è proprio per questo che mi attrae e mi spinge sempre ad andare alla ricerca di qualcosa di nuovo. In effetti, io non l’ho scelta, sarebbe più coretto dire che è lei che ha scelto me: dalla più tenera età questa materia ha sempre suscitato un grande fascino in me. Io vivo a Combai un piccolo paese immerso nei boschi di castagni, e probabilmente questo ambiente ha agito in me e nel mio animo. Fin da bambino per me è sempre stato naturale utilizzare questa materia, il legno, di conseguenza dopo l’intero ciclo della scuola Steineriana, la scelta che feci fu quella di iscrivermi alla Scuola del legno di Sedico (BL) e successivamente alla Scuola per l’artigianato artistico di Ortisei (BZ).

Qual è per te il significato dello scolpire?

Non saprei dire quello che succede dentro di me, è come se sentissi l’esigenza di trovare dentro lo scolpire qualcosa che mi corrisponda.

Da cosa trai ispirazione?

Credo che l’ispirazione venga da tutto ciò che ci circonda, il nostro compito è semplicemente quello di interpretarlo. In questo momento sono molto influenzato dalla figura umana e con essa voglio trasmettere quello che la quotidianità di ogni giorno ci consente di interpretare.

A cosa ami dare forma e perché? 

Ora i miei studi sono focalizzati principalmente su quella fase d’evoluzione umana che sta tra l’infanzia e l’adolescenza, una fase di transizione complicata, ma anche molto affascinante. Quella fase, cioè, dove la spensieratezza infantile viene offuscata o turbata da tracce di preoccupazione di un’imminente vita adulta. Prima ho fatto studi nell’ambito delle rappresentazioni sacre e anche di animali.

Parli di studio, quindi scolpire è un’arte che s’impara?

Sicuramente si, la formazione di questa professione ha delle basi ben precise. Chiarendo subito che tra scultore e artista c’è differenza. Le basi fondamentali per diventare scultore sono sicuramente la tecnica di scultura, il disegno, il modellato, la sensibilità per le forme, la proporzione e non ultima la storia dell’arte. Diventare artista è cosa molto più complessa.

Che cosa c’è dentro una tua opera?

Me stesso! Il mio vissuto, i miei sentimenti e la mia energia.

Quali sono le tue aspirazioni?

Ora che sto acquisendo padronanza nel mestiere, la mia aspirazione per il futuro è quella di poter esprimere, attraverso le mie mani e la mia sensibilità, emozioni.

 

(Questo articolo si può leggere anche su supporto cartaceo -> QualBuonVento n° 7)






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