Belle arti

09 Set 2019


Tiziano, l'enigma dell'autoritratto

Visita guidata alla casa natale dell'artista (Pieve di Cadore, Belluno), domenica 22 settembre con Artestoria.

Domenica 22 settembre dalle ore 11 alle 15 l’Associazione Culturale Artestoria propone una visita guidata alla mostra Tiziano, l’enigma dell’autoritratto nella casa-museo di Tiziano Vecellio (Pieve di Cadore, 1488/1490 – Venezia, 1576) a Pieve di Cadore, Belluno.

La mostra propone ai visitatori due opere poco conosciute ma particolarmente interessanti per almeno due motivi: da un lato restituiscono un’immagine dell’artista classica e riconoscibile da tutti (sono filiazioni del celebre Autoritratto custodito a Berlino), dall’altro evocano una terza opera, il “ritratto cadorino”, di cui era in possesso il cugino del pittore, Tiziano Vecellio detto “L’oratore”, e di cui si sono perse le tracce. Proprio a questa terza opera, di cui rimane solo la testimonianza storica, il titolo del progetto fa riferimento.

Più che una mostra il progetto espositivo Tiziano. L’enigma dell’autoritratto è un racconto che si compone di contributi e linguaggi diversi, snodandosi tra il Cadore e Firenze: fulcro di questa narrazione sono le due opere che la Magnifica Comunità di Cadore ha ottenuto in prestito dalle Gallerie degli Uffizi di Firenze: Ritratto di Tiziano (olio su carta incollata su tavola) e Ritratto di Tiziano (olio su tela), che non erano visibili a Firenze poiché una si trovava nel Corridoio Vasariano, ora chiuso per restauro, e l’altra nel deposito del museo. Nonostante il dibattito critico sia aperto, la qualità di entrambe è elevata ed emerge grazie al recente restauro, avvenuto nel 2007 per l’olio su tela e nel 2016 per l’olio su carta. In particolare, riguardo all’olio su tela, la critica fino all’Ottocento aveva ritenuto il dipinto di mano tizianesca mentre in seguito, anche a causa delle pessime condizioni di conservazione, aveva sollevato molti dubbi a riguardo. Autografa o copia, l’opera che ritrae il Maestro con la tavolozza in mano resta comunque importante per la sua comprensione immediata: è “quell’immagine” che si materializza nella mente di ognuno di noi quando viene nominato Tiziano, la sua icona.
Accanto a queste due opere, presenti fisicamente nella casa-museo di Tiziano, ce n’è idealmente anche una terza, quel “ritratto cadorino” riscoperto da Lionello Puppi nel 2007 e avvolto nel mistero, che è evocato dagli altri due e raccontato attraverso le fonti storiche della Magnifica Comunità di Cadore.

Obiettivo di Tiziano. L’enigma dell’autoritratto è riportare” lo spirito di Tiziano a Pieve di Cadore: egli fu espressione di un contesto storico, di un territorio, di particolari dinamiche sociali e per questo la Magnifica Comunità di Cadore intende raccontarlo a tutto tondo, portando i visitatori nella casa in cui nacque, crebbe e che frequentò per tutta la vita ed esponendo documenti storici originali solitamente conservati nell’Archivio antico e nella Biblioteca Tizianesca attraverso i quali si cerca di ricostruire la storia delle due opere prestate dagli Uffizi e del terzo autoritratto.

Il progetto, promosso dalla Magnifica Comunità di Cadore, rientra nelle azioni di riqualificazione e valorizzazione della casa natale di Tiziano Vecellio, ed è sostenuto dalla Fondazione Cariverona nell’ambito del progetto Itinerari in rete: per lo sviluppo di un turismo culturale in Cadore e dedicato alla memoria di Lionello Puppi – autore di molti studi storico-artistici, in particolare dell'Epistolario di Tiziano, e docente universitario, già componente del Consiglio scientifico della Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore – recentemente scomparso: il titolo Tiziano. L’enigma dell’autoritratto è infatti preso in prestito da un suo studio, apparso nel periodico StileArte nel 2007.

La proposta di Artestoria per la giornata di domenica 22 settembre prevede, oltre alla visita alla mostra, anche una visita alla sede della Magnifica Comunità del Cadore che custodisce due teleri di Cesare e Marco Vecellio (dove ci sarà la possibilità di vedere il diploma imperiale di Carlo V in cui nomina Tiziano conte palatino) e alla Chiesa Parrocchiale con la pala d’altare di Cesare Vecellio. Ad accompagnare i visitatori saranno Letizia Lonzi, curatrice della mostra, e lo storico d’arte Giorgio Reolon, esperto della famiglia Vecellio e allievo di Lionello Puppi.

Per ricevere programma dettagliato e per aderire inviare una mail a info@artestoria.org






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