Belle arti

11 Feb 2022


Un Bacio ancora, l’arte contemporanea racconta

Al Museo Civico di Asolo (TV). Fino al 13 marzo 2022.

Esiste forse un gesto più universale del bacio? Dal primo bacio materno al «primo bacio» colmo di trepidazione, da quello passionale e colmo di seduzione al trepidante bacio d’addio, fino a quello, raggelante, del tradimento: ecco il caso lampante di una “ovvietà” quotidiana che si scopre contenere, riflettendoci appena, un intero universo di significati, per indagare il quale ben 42 artisti contemporanei hanno accettato con entusiasmo di regalarci la loro creatività attraverso opere inedite di pittura e di scultura, di video art, fotografia e glicth art (una particolare forma d’arte digitale, inserita anche nel mondo NFT - Non Fungible Token).

La città di Asolo - Assessorato alla Cultura e il Museo Civico di Asolo presentano la mostra “Un Bacio ancora”, organizzata dai curatori Enrica Feltracco e Massimiliano Sabbion insieme a Yourbanflat, Bottega Immobiliare e Blonde and Brains. Invitati dai curatori a indagare il bacio nelle sue svariate declinazioni, l’adesione degli artisti è stata corale e la straordinaria ricchezza delle loro risposte si può ritrovare nelle 52 opere, quasi tutte appositamente create per la mostra e che si allineano lungo un amplissimo ventaglio di baci, declinandone le realtà emotive, i brividi erotici, l’essenza di un contatto per definizione muto, perché l’unica cosa che non si può fare baciando è parlare, e del resto molto spesso si bacia per non dire o perché il bacio dice già tutto. Attorno al bacio, ai suoi innumerevoli sensi, danza una raffinata scelta di citazioni e rimandi, uno spettro straordinariamente ampio di significati allegorici, rituali, religiosi, letterari e poetici. Un bacio è un legame tra le persone, è un atto molto intimo: “nulla è più degno di curiosità di ciò che la consuetudine rende ovvio ai nostri occhi distratti”. È un gesto romantico, che permette di guardare la persona che si ama negli occhi, di sentirne il profumo e carezzarne le mani. È un atto di bellezza, tenero o passionale. Il bacio è un gesto d’affetto, è la prima cosa che riceviamo quando si nasce. In verità il bacio deve essere simile al tempo, fugge e come il tempo, direbbe Sant’Agostino, tutti sanno bene cos’è, ma se qualcuno ci chiede di spiegarlo non sappiamo da che parte cominciare. Sono quindi infinte le tipologie di bacio: d’amore, d’affetto, di riconoscenza, di cortesia, di passione, materno o d’amicizia…, non si smetterebbe di scriverne eppure la consuetudine del gesto potrebbe renderlo ovvio ai nostri occhi. Questa pandemia ha fatto ripensare molto al bacio come legame, come idea dello stare vicini e uniti: è tra le cose che più sono mancate alle persone, persino tra genitori e figli!

«È con rinnovato entusiasmo – afferma il Sindaco Mauro Migliorini – che Asolo, uno dei Borghi più belli d’Italia, Città dai Cento Orizzonti, ospita negli spazi del proprio Museo un importante evento che racconta, attraverso il prisma dell’arte contemporanea, che cosa sia il bacio. È una mostra emozionale che va al cuore di un “gesto” caro a tutti, soprattutto in questo periodo così delicato e complesso: un momento che ha ridisegnato tutta la sfera dei contatti interpersonali, ogni intimità, ogni tradizionale espressione del corpo, quasi imponendoci un nuovo alfabeto gestuale molto più astratto, privo di quegli slanci così ricchi di significato tra cui il bacio è forse il più potente». 

«Il Museo Civico di Asolo – continua l’Assessore alla Cultura Gerardo Pessetto – è lo scrigno che raccoglie le memorie storiche dell’antica cittadina, risalenti agli abitanti paleoveneti di questo nostro magnifico territorio. Qui troviamo traccia delle vicende svoltesi nel corso dei secoli, raccontate nelle diverse sezioni museali, legate da un filo conduttore che arriva fino ai nostri giorni. In questa linea si pone la visione che l’Amministrazione Comunale ha del nostro Museo Civico che, con le opere che vi sono raccolte, è come un grande libro dove si possono leggere i sentimenti umani del passato, del presente e, con le esposizioni di arte contemporanea che vengono periodicamente ospitate, anche del futuro. “Un Bacio Ancora”, all’inizio di questo nuovo anno, vuole essere un messaggio di speranza, una luce nelle tenebre del periodo difficile che stiamo attraversando, perché il Bacio è segno dell’Amore che vive, nonostante tutto, anche nei momenti più difficili della nostra Storia».

La curatrice Enrica Feltracco racconta come «la lettura de “La Storia del Bacio” di Kristoffer Nyrop, scritto nel 1897, abbia influito nella decisione di realizzare una mostra il più possibile libera e aperta, volta a raccontare ogni singola sfumatura del bacio. Era necessario ricercare artisti desiderosi e capaci di “leggere” il bacio nei più diversi modi, di cogliere e interpretarne le diverse valenze, fosse esso materno, d’amicizia, d’amore, di passione, agito o negato, angelico o carnale. Eppure non era abbastanza. Bisognava guardarsi dal pericolo di vedere nel bacio solo un “gesto”, un atto, un moto: perché del bacio sono invece belli e terribili, e altrettanto reali, l’attesa, o il rimpianto, o l’assenza, e non è facile cogliere l’attimo “prima” quando si resta col fiato sospeso in bilico sul mondo. Ma c’è anche l’abbandono e la perdita, il dolore dell’addio e il bruciore del vuoto dopo l’ardore del pieno: mai più baci, sussurri, tenerezze dalla persona amata».

Lo storico dell’arte Massimiliano Sabbion ricorda il primo bacio della storia dell’arte, «quello rappresentato da Giotto nella Cappella degli Scrovegni a Padova (1303-1305) nella scena dell’incontro tra Sant’Anna e San Gioacchino: due respiri che si guardano e con infinita tenerezza congiungono le loro labbra in un gesto che illumina tutta la scena sottolineata da un abbraccio e dalle mani che stringono il volto dell’altro in una delicata ricerca dell’amato. Secoli dopo Amore e Psiche (1787-1793) di Antonio Canova preavvisa la contemplazione degli sguardi e dei corpi pronti a cercarsi con l’intensità dell’attimo precedente prima che le labbra si possano unire e la loro vicinanza genera tensione e attesa trepidante prima dell’unione. Immagini entrate nell’immaginario comune, riconoscibili nell’atto, copiate, usate, provocatorie, politiche, ancestrali raccontano la storia del bacio, narrano la storia dell’uomo».

Per un viaggio romantico nell’animo umano, attraverso l’arte, dunque, non ci resta che visitare la mostra!

 “Un Bacio ancora”, inaugurata il 29 gennaio, resterà aperta fino al 13 marzo 2022 al Museo Civico di Asolo (TV) nei seguenti orari: sabato e domenica dalle 9.30 alle 12.30 / dalle 15.00 alle 18.00. Per maggiori informazioni: info@museoasolo.it / +39 0423 952313 / www.museoasolo.it

(Fonte: Comunicato Stampa)






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