Belle arti

05 Mag 2016


Venere innamora sui colli trevigiani. Canova in mostra a Possagno

L'eterna bellezza di un marmo canoviano si può contemplare sui colli asolani fino al 12 giugno

Calati nell’estasi di bellezza di un paesaggio collinare che eccita i sensi con le sue forme sinuose, troviamo in Possagno un luogo privilegiato d’incontro tra l’antico spirito pagano che la cultura alto-veneta incarna da sempre, e il classicismo purissimo e sublime delle opere scultoree di Antonio Canova.

Quando entriamo, sotto la volta della sala grande della gipsoteca vediamo stagliarsi, bianchissimo, il calco in gesso della Venere: la sua mano perfetta che si approssima alla candida rotondità dei seni nudi ci appare come un gesto di sensualità e purezza allo stesso tempo; l’effetto chiaroscurale che l’ambiente privilegia, ci fa penetrare nelle pieghe della pelle levigatissima di un corpo che incarna l’ideale di una bellezza che eterna.

Se, già di fronte al calco, è possibile percepire l'afflato che sollecita il nostro spirito bisognoso d’elevazione – dentro la quotidianità di realtà economico-sociali spesso impoverite – non può descriversi l’impatto estetico, e perciò emotivo, a cui ci porta l’ingresso nella prima sala della casa canoviana: è lì, infatti, che in un gioco infinito di specchi si colloca – fino al prossimo 12 giugno – la statua in marmo della Venere, con la sua perfezione e l’infinito riflettersi che, di fronte a tanta immensità, ci fanno esclamare: «e mi sovvien l’eterno»!






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