Vittorio Carradore: "Percorso immaginario tra i sentieri dell’anima"

La prestigiosa sede museale Ca’ dei Carraresi a Treviso, dopo la mostra dedicata a Francis Bacon, ospita il lavoro di tre grandi artisti veronesi: Carradore, Pigozzi, Ferrari (12 maggio - 11 giugno 2017). Vediamo la prima mostra, dedicata a uno dei più apprezzati paesaggisti veneti contemporanei.

Organizzata da Federico Martinelli, che ne è anche curatore, con la collaborazione dell’Associazione Culturale Quinta Parete di Verona, la mostra "Percorso immaginario tra i sentieri dell’anima" intende omaggiare il paesaggio veneto attraverso l’interpretazione pittorica di Vittorio Carradore. Circa cento opere, dalle intense cromie per un’esposizione avvincente, narratrice di dorsali e colline dal fascino coloristico unico. Prerogativa di Carradore, infatti, è una tavolozza dai colori intensi e audaci in grado di trasmettere sia l’energia coloristica delle avanguardie sia la poesia nobile e delicata del chiarismo.

Ca’ dei Carraresi, con il fascino della sua collocazione e della sua storia artistica, abbraccia idealmente un percorso artistico nel segno del paesaggio, di un amore sincero per la natura e i suoi cicli, per i ritmi della vita di campagna, per quei valori di genuinità e sincerità tipici della civiltà contadina e artigianale.

«Quello dipinto da Carradore è un mondo sereno, sia nella raffigurazione della natura incontaminata di dorsali, sentieri e campi, sia nel racconto di figure e soggetti che ritraggono il mondo contadino e artigiano o scene di vita familiare», fa notare il curatore Federico Martinelli.

L’esposizione è arricchita da un ampio catalogo, edito da Quinta Parete, con tutte le opere in mostra e numerose altre a ideale completamento di un progetto artistico il più possibile articolato.

La mostra, aperta tutti i giorni dalle 11.00 alle 20.00 a ingresso gratuito, ha il patrocinio di Regione Veneto, Provincia di Verona, Provincia di Treviso e Comune di Treviso.

Maggiori informazioni su www.quintaparete.it

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Note critiche di Federico Martinelli

Se prima natura e volto sono raffigurati in maniera ordinaria, ora il colore domina e l’artista, tutt’uno con l’ambiente, riflette sulla tela i suoi sentimenti: gioia e malinconia, serenità e angoscia. Non è più l’immagine tradizionale del paesaggio o del ritratto a essere impressa sulla tela ma è il sentimento dell’artista a guidare la mano. Saranno opere di forte impatto, paesaggi dell’anima, di straordinario fascino coloristico ed emozionale.

Sono tracciati di polvere che, con un moto curvilineo, tagliano un campo o una collina, non lasciando immaginare cosa si nasconda dietro quell’angolo. Ci è dato sapere dove siamo, ma certamente dove quella strada ci porterà, rimarrà un mistero: limite da superare alla ricerca di nuovi panorami.

Paesaggi dell’anima e ritratti emergono dal sentimento e dal vissuto dell’artista. Complicità… con la vita.






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