Banana: una storia tragicomica all'italiana

“Cos’è per me la felicità? Io penso che la felicità è quando ti vai a prendere quello che c’è di grande nella vita anche se devi superare tantissimi ostacoli e difficoltà"

Banana in realtà è Giovanni, 14 anni, una grande passione per il calcio ma purtroppo un piccolo talento. Si è guadagnato questo soprannome proprio per il suo destro maldestro e forse anche per la sua mania di vestire sempre con la maglia gialloverde del Brasile, dentro e fuori il campo di calcio della scuola. L’altra sua passione è Jessica, una compagna di classe che è praticamente il suo opposto.

Banana è bravo a scuola, è un ragazzo sensibile e disponibile, a tratti poeta, che si interroga con onestà sul vero senso della vita, sul significato della felicità proprio in una fase - quella adolescenziale - dove si cerca di capire se si è carne o pesce e riuscirci, sappiamo bene, non è sempre così facile. Jessica invece è più concentrata su trucco e parrucco, lo studio proprio non le va giù e rischia la bocciatura passando il suo tempo a passeggiare con le amiche-bulle e a prendere in giro il “ciccio giallo”, altro soprannome di Giovanni, quello meno carino.

Banana però è un ragazzino determinato, che pensa di doversi giocare tutto nella vita per raggiungere i suoi desideri più grandi: niente paura, solo coraggio. Il problema è che si trova circondato da persone tristi, disilluse: i genitori non si parlano più, la sua insegnante è depressa e le piace far soffrire i ragazzini durante le interrogazioni, la sorella maggiore vuole fare la ricercatrice ma in Italia è praticamente un’utopia e, ancora in casa con i genitori, non si sente realizzata.

In questo contesto non proprio roseo, Banana è stato definito un “supereroe all’italiana e proprio questo suo carattere a tratti ingenuo e sognatore, ma ricco di sani principi lo porterà a farsi avanti con Jessica e a districarsi con successo tra le tragedie familiari e scolastiche. In fin dei conti sta cercando la felicità a tutti i costi, consapevole del fatto che questo comporti sofferenza.

“Cos’è per me la felicità? Io penso che la felicità è quando ti vai a prendere quello che c’è di grande nella vita anche se devi superare tantissimi ostacoli e difficoltà. Una cosa molto importante per essere felici sono le persone speciali. Solo che a volte le persone non sanno che sono speciali per noi, allora bisognerebbe dirglielo senza paura.”

Seppur giovane ha le idee chiare e trova il modo di avvicinare Jessica: la aiuta nello studio, così lei può sperare di non perdere l’anno scolastico e lui può sperare di averla nuovamente in classe l’anno dopo.

Diventeranno buoni amici, chissà se scatterà qualcosa di più tra la bella impenetrabile e il buono di turno. Ma quello che conta è lo spirito, il coraggio, il pensiero di non mollare mai per ottenere ciò che si desidera, messaggio che questa pellicola trasmette in modo chiaro, quasi urgente. Non tanto per la scenografia, i dialoghi, il cast, quanto per le emozioni e il viaggio introspettivo di Banana che potrebbe essere benissimo il viaggio di tutti noi.








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