Chissà cosa succede… "Se sposti un posto a tavola"!

Una commedia francese, dai toni leggeri e dal sapore delle favole, che rappresenta uno spunto di riflessione sul caso e sul destino.

Nel giorno del suo matrimonio, Marie si lascia trasportare in un momento di passione con Éric su uno dei tavoli preparati per il pranzo di nozze. Lei già vestita di bianco e lui in smoking. Alla fine del loro breve ma intenso incontro tutti i bigliettini segnaposto finiscono sul pavimento e mentre lei va a darsi una sistemata, lui li raccoglie per riposizionarli sul tavolo com’erano prima. Già… ma com’erano? Non si ricorda certo la giusta disposizione e quindi li ripone… “a caso”.

Marie va all’altare dove l’aspetta Paul, il suo futuro marito. Éric infatti non è altro che l’ex fidanzato con cui Marie ha passato ben cinque anni di vita aspettando una proposta di matrimonio mai arrivata. È stato Paul a conquistarla e a chiederla in sposa perché Éric è il classico bello che non prende posizione, non del tutto scapestrato ma neanche impostato. Uno di quelli che vive la vita un po’ come viene. Al contrario di Paul invece, che è la classica persona che dà sicurezza e con cui costruire un solido futuro. Ma è proprio questo che vuole Marie? Ovviamente no. Ma è troppo tardi, ormai sono sposati.

Questa non è tanto la storia di come il tormentato Éric riuscirà a riconquistare la sua bella. È la storia di come scenari paralleli ed eventi collaterali possono verificarsi in seguito ad un caso fortuito. Torniamo a quei segnaposto disposti a casaccio... In base a come gli invitati di quel famoso tavolo “Mimosa” si dispongono gli uni di fianco agli altri nasceranno situazioni diverse. Non una ma ben quattro volte. Ogni volta che Éric è lì lì per sistemare quegli innocui bigliettini ha inizio una storia, sempre diversa.

Cosa succede? Beh, di volta in volta nascono intrecci e flirt, si scoprono tradimenti, si vivono momenti belli e meno belli. Ad ogni combinazione ha inizio, per tutti i commensali di quel tavolo, una nuova possibilità, un nuovo futuro determinato proprio dal posto occupato nel giorno di quel matrimonio.

Insomma, un film alla “Sliding doors”, non particolarmente amato dalla critica, apprezzato un po’ di più dal pubblico ma di certo non uno di quei film che ha fatto il botto. A me invece è piaciuto. È leggero, regala molte risate e anche qualche colpo di scena… Ma pone anche una domanda, per molti banale, ma secondo me curiosa e interessante: com’è possibile che un piccolissimo dettaglio ti possa cambiare la vita?. Io credo che ognuno di noi, pensando alla propria storia personale, riesca a darsi almeno una risposta.

Come ha risolto la situazione Éric? Ponendosi una domanda ben più facile: “e se invece di mettere i cartoncini, lasciassi decidere al caso?”. Tanto, si può sempre scegliere. E questa pellicola dal finale imprevedibile ce lo dimostra.






ABOUT AUTORE





Utilizzando il sito web, accetti il nostro uso dei cookie, per una tua migliore esperienza di navigazione. Maggiori informazioni Ok