Cinema

09 Dic 2019


Fiaticorti all’insegna del realismo: la famiglia protagonista dei cortometraggi internazionali vincitori

Grazie al festival internazionale Istrana si conferma capitale del cortometraggio.

I rapporti familiari, fragili, difficili, ritrovati sono la tematica più indagata, filo rosso che lega il film vincitore di Fiaticorti ai corti vincitori delle categorie cadette Fiaticomici, Fiativeneti e Migliore interpretazione.

La cerimonia delle premiazioni della XX edizione di Fiaticorti, festival internazionale del cortometraggio promosso dal Comune di Istrana (Treviso), si è svolta venerdì 29 novembre alle 20.30 nell’affascinante e scenografica cornice dell’Aeroporto militare di Istrana: anche quest’anno il podio è internazionale e vede vincitori l’israeliana Lee Gilat con Yom Ragil (Premio Fiaticorti), lo svizzero Basile Vuillemin con Dispersion (Premio Fiaticomici), il padovano Loris Di Pasquale con Aleksia (Premio Fiativeneti), e l’ucraina Svetlana Barandich, interprete di Anna (Premio Miglior interpretazione). Assegnato anche il Premio della Giuria popolare a Nana, dello spagnolo Roger Villarroya.

Al centro dei racconti dei cortometraggi vincitori, molto diversi per ambientazione, trama ed epilogo, spicca l’attenzione alla famiglia e alle dinamiche spesso complesse di cui essa è teatro: legami ritrovati e legami interrotti, allontanamenti e complicità riscoperte.

I corti vincitori sono stati selezionati tra 539 opere provenienti da 59 diversi paesi del mondo.

Nell’anno in cui Fiaticorti celebra il proprio ventennale, confermandosi il festival internazionale di cortometraggi più longevo del Veneto, si aggiunge anche un’altra conferma: il mondo del cortometraggio, che il festival rappresenta e divulga (sono stati oltre 7.500 film in concorso provenienti da 120 paesi, fra i quali la direzione artistica ha selezionato in questi anni ben 500 opere finaliste e assegnato 80 premi), rafforza la propria identità realista, lontana dall’artificialità e dall’esagerazione del grande cinema e più vicina al quotidiano, che la pellicola breve tenta di raccontare e indagare sino nel profondo.

Un aspetto che è stato evidenziato anche nel corso delle serate di rassegna che hanno preceduto la premiazione anticipando la visione, l’analisi e la discussione dei cortometraggi finalisti, che, come dichiara il sindaco del Comune di Istrana Maria Grazia Gasparini «sono il valore aggiunto del festival e fanno sentire tutti protagonisti, aprendo infinite finestre sul mondo e su realtà sconosciute. Grazie al festival Istrana diventa capitale del cortometraggio».






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