Infinito+1 presenta… Footprints. Il cammino della vita

Conosciamo più da vicino questa realtà cinematografica, a partire dalla sua ultima produzione.

Tutto comincia con un annuncio:

Così, dieci giovani pellegrini, accompagnati da un sacerdote, vengono seguito nel cammino primitivo dal Nord della Spagna verso Santiago de Compostela, il percorso meno battuto e più impervio, dichiarato, peraltro, Patrimonio Mondiale UNESCO nel 2015.

Personaggi vivi, reali, imprevedibili, viandanti in cerca di risposte. Un maestro di zumba, un filosofo, un pittore, un fotografo, un meccanico, un musicista, un ingegnere, uno sportivo… L’unica cosa che li accomuna è l’essere folli: accettano una proposta assurda, senza pensarci troppo. Si conoscono poco prima di partire, senza minimamente sospettare che l’esperienza del Cammino li avrebbe uniti per sempre. Pur nella singolarità del percorso di ciascuno – fatto di sofferenze fisiche e spirituali, con il peggior nemico “autocompassione” pronto ad attaccare ad ogni passo – strada facendo, si generano dei legami molto forti – amore, amicizia, gioia – che sono per tutta la vita. Passo dopo passo, perdute molte cose che ritenevano imprescindibili, i giovani protagonisti ne trovano altre che neanche cercavano. Per questo, all’arrivo a Santiago… non saranno più gli stessi; ed è proprio questo il punto misterioso di un pellegrinaggio.

Attraverso il loro viaggio, si scopre che ci sono ancora giovani che hanno a cuore lo spirito di sacrificio, la condivisione, la disponibilità all’ascolto interiore, alla preghiera… È un viaggio molto difficile, ma la speranza è il filo conduttore di tutto il film.

«Per me, il Cammino di Santiago – commenta il regista, Juan Manuel Coteloaveva tutte le caratteristiche per diventare un amore platonico. Mi preoccupava, mi seduceva… sarà perché i pellegrini che lo hanno già fatto esagerano? Che avrà questo Cammino, che attira a sé persone che non amano camminare? Perché ci vanno tanti che dicono di non avere fede? Perché arrivano fino a Santiago con le vesciche, potendo viaggiare in bus, in treno o in aereo? Ascoltare i racconti di chi aveva già camminato, aumentava il mio desiderio di camminare… anche se nessuno riusciva a cancellare i miei dubbi. (…) Confesso che, se lo avessi pianificato, non ci sarei mai andato. La mia occasione arrivò di sorpresa, aprendo una mail: “Cerchiamo un produttore di cinema disposto a girare un film sul nostro pellegrinaggio. Partiamo fra tre settimane, dall’Arizona. Abbiamo parlato con un produttore di Los Angeles, con un altro di New York… e ci hanno detto di no, che è una follia. Che ne dite?”. Forse chi ha inviato quel messaggio, conosceva il potente richiamo che la parola “follia” risveglia in noi. È per questo che ha usato quell’esca? La sostanza è che abbiamo abboccato: siamo vittime della nostra condizione di avventurieri compulsivi, una forma eufemistica per riconoscere che siamo “fuori di testa” … e adoriamo esserlo. Ad ogni modo, scommettere sul Cammino di Santiago appariva una puntata sicura. Se gioisci nel contemplare la natura, se preferisci il silenzio al rumore, se ami i rapporti umani improvvisati e senza artifici, se non ti basta conoscere la Storia attraverso i libri… e se cerchi esperienze che ti permettono di sentire che non sei un insieme di cellule e tessuti assemblati, ma che hai un’anima… allora il Cammino di Santiago è un cavallo vincente. Come potevamo rifiutare la sfida?»

«Non posso dire di aver camminato – continua il regista –, perché per girare FOOTPRINTS abbiamo dovuto correre… e molto! Primo, per preparare tutto in 20 giorni. Poi, perché i pellegrini non stavano certo ad aspettarci dopo ogni inquadratura. Sono stati mille chilometri al galoppo, che hanno aumentato il desiderio che già avevo di vivere l’esperienza del pellegrinaggio. Voglio rifarlo, ma senza cinepresa. Per poter mettere più a fuoco l’interno che l’esterno. Per questo oggi continuo con lo stesso dubbio: “Cosa avrà questo cammino che entusiasma tutti?”»

Attraverso il sito Internet www.footprintsilfilm.com è possibile chiedere che il film esca nella propria città, indicando in quale sala cinematografica si desidera vederlo. Questo sistema permette alla produzione di conoscere la reale richiesta del film, sala per sala, città per città, nazione per nazione… prima ancora che esca. In questo modo si garantisce ai gestori il maggior incasso per ogni copia messa in circolazione. Una parte del ricavato di FOOTPRINTS sarà destinato ad aiutare persone con handicap. La Fondazione Infinto invita gli esercenti che lo desiderino a unirsi a questa iniziativa. Il 28 febbraio 2017 il film uscirà in Italia, e sarà fruibile nelle sale cinematografiche delle città dove si saranno raccolte maggiori richieste.

Per saperne di più su questa realtà cinematografica rimandiamo all’articolo “Infinito + 1” pubblicato nella nostra rivista in data 25.11.2016.








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