Cinema

25 Nov 2016


INFINITO+1

Nata a Valencia 6 anni fa, tale realtà si propone di parlare di una storia d’amore – quella tra l’uomo e Dio – attraverso il rettangolino televisivo/cinematografico.

Il regista Juan Manuel Cotelo ci presenta Infinito+1.

Chi siete? Cosa c’è dietro Infinito+1?

La cosa divertente è che nei lavori che ho svolto in passato, nessuno me lo aveva mai chiesto. Ma vedo che, se si parla di Dio, in molti chiedono: "si identifichi, per favore!". Beh attenzione... Lo dico. È arrivato il momento di spogliarsi in pubblico, con il rischio che qualche analista veda deluse le proprie aspettative. Siamo... cagnolini. Sì... cagnolini senza razza, senza pedigree, senza una livrea, inclassificabili. Qualcuno potrebbe passare per un pastore tedesco, un altro potrebbe ricordare molto un labrador, un altro ha i tratti inconfondibili del dalmata... ma non vi confondete. Siamo cagnolini. Non ci somigliamo nemmeno tra di noi, perché quando siamo arrivati qui, a nessuno è stato chiesto chi fosse, da dove venisse, o che cosa pensasse, credesse o avesse vissuto. A Infinito+1 rispettiamo la privacy e la libertà di ogni persona. Agiamo senza travestimenti, senza maschere, senza finzioni, senza coperture, senza una strategia di mimetizzazione o di lavoro nell’ombra, senza vergognarci della nostra fede né dei nostri dubbi, senza ostentare virtù o difetti, senza dare lezioni a nessuno e senza smettere di condividere con tutti ciò che crediamo e amiamo. Siamo forse la razza più diffusa della terra: i randagi. Ci muoviamo liberamente in qualsiasi quartiere. Il nostro unico padrone e signore è Dio. Un maestro che, contro la logica abituale del "capo" e dei "subordinati", ha cambiato le carte in tavola ed è diventato nostro servo e amico. È la logica dell’amore. Con un maestro divenuto servo, anche noi stiamo imparando a servire tutti. Per questo camminiamo accanto a chiunque, senza limiti, condizioni o pregiudizi. Ci avviciniamo a quelli che latrano contro di noi o ci gettano pietre, se appaiono sul nostro cammino. Non marchiamo il nostro territorio, non mettiamo barriere a nessuno, perché Dio stesso non ne ha messe.

I quattro esemplari che oggi formano Infinito+1 sono molto diversi: una ragazza ortodossa della Romania (Simona), un giovane di Valencia che, a 28 anni, ripassa quello che ha imparato nella sua Prima Comunione (Alexis), un altro di 31 anni, di Alcalá de Henares, il quale ha scoperto, quattro anni fa, a New York, che il Rosario non è solo una cordicella con delle palline, ma una preghiera che Qualcuno ascolta e attende (Raul) e uno di Madrid, cattolico praticante fin dall'infanzia, che, a 40 anni, ha scoperto la differenza fra credere in Dio e lasciarsi amare da Dio (io).

Se il “branco” che ha dato origine a Infinito+1 era inclassificabile, ora è ancora più difficile mettergli un marchio. Perché questo ricovero per cagnolini è stato occupato da persone di ogni razza e condizione, provenienti dai cinque continenti. La maggior parte degli affiliati sono della nostra stessa risma, ma apprezziamo anche il fatto di essere circondati da individui con una precisa etichetta: carmelitani scalzi, suore teresiane, single, sposati, preti di Regnum Christi, Opus Dei, Lumen Dei, Cammino Neocatecumenale, Rinnovamento Carismatico, vergini consacrate, famiglie missionarie, un cocktail di cardinali, vescovi, sacerdoti e accoliti, suore Minime, scolopi, agostiniani, cistercensi, salesiani... la lista è infinita, multicolore, multiforme, incontenibile... impossibile non condensarla in un termine diverso da... cagnolini universali. Suona bene! Naturalmente, in mezzo a noi ci sono molte persone senza fede, che non conoscono Dio, che ci vogliono bene e a cui vogliamo bene, con cui vogliamo lavorare e che vogliamo servire. E persone di qualsiasi religione. Nessuno stona in questa eterogenea descrizione di cosa siamo. Chiunque tu sia, benvenuto in questa famiglia, che non differisce in nulla dal profilo generale della Chiesa universale: essere figli di Dio!

Mi sono appena ricordato che San Paolo lo aveva già scritto in una lettera ai Galati! (si chiamavano così gli abitanti della Galazia antica, ora Turchia, da non confondere con la Galizia): “Non c’è più giudeo né greco; non c’è più schiavo né libero; non c’è più uomo né donna, poiché tutti voi siete uno in Cristo Gesù”. Siamo questo, questa è la Chiesa, l’unica Chiesa che Gesù Cristo può aver fondato: la casa di tutti. Se escludiamo uno solo... escludiamo Dio.

Francesco, referente in Italia, ci informa su caratteri e finalità della produzione cinematografica.

Quali sono le principali caratteristiche della produzione cinematografica Infinito+1?

L’aspetto peculiare della produzione cinematografica “Infinito+1” è la leggerezza, l’intrattenimento; questa è la modalità con cui si suggerisce un percorso di avvicinamento a Dio. Inoltre, nei film non si parte mai dall’assunzione indiscussa di un dogma, bensì da domande, che innescano meccanismi di riflessione molto forti; non si danno risposte, ma si lascia che lo spettatore le trovi da sé in base alla propria sensibilità.

Dove si possono trovare i film?

C’è una doppia possibilità: si acquistano o direttamente dal sito (http://www.infinitomasuno.it/#) o tramite le Librerie San Paolo e Paoline principalmente (sul sito sono indicate tutte le Librerie di riferimento che si fanno carico della distribuzione nei diversi paesi).

Qual è la finalità della vendita?

Sarebbe bello, trattandosi di produzione cinematografica veicolante un messaggio cristiano, distribuire i film gratuitamente, però, per fare un film, ci sono dei costi vivi non trascurabili (strumenti, spostamenti, interviste, cameramen, etc.). Tutto quello che entra dalle vendite dei film serve a pagare le spese vive e a finanziare nuovi progetti; è un circolo virtuoso. E le spese sono tante, perché puntiamo alla qualità: per le cose di Dio bisogna spendersi al massimo delle proprie possibilità.

Prossimamente, vi faremo conoscere qualche film (recensione e trailer)...






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