L'attimo fuggente

Il mondo è pieno di insegnanti, ma sono pochi quelli che, oltre a nozioni specifiche, trasmettono insegnamenti di vita. È forse per questo che "L’attimo fuggente" è un film senza tempo: sentiamo di aver bisogno di un maestro, sempre, dovunque e ad ogni età.

Il professor J. Keating viene assunto come insegnante di lettere in un severissimo collegio maschile tradizionalista americano. Sin dal primo approccio, risulta evidente che il suo metodo d'insegnamento è radicalmente diverso da quello al quale i suoi allievi erano stati sin lì abituati. Egli, infatti, mira a far emergere le singole personalità, anziché appiattirle, come se i ragazzi fossero degli esecutori di ordini privi di libero arbitrio, e li sprona ad esprimere i propri talenti e le proprie aspirazioni. Così il professore, attraverso l'insegnamento appassionato della sua materia, si fa maestro di vita.

"Maestro" era l'appellativo che gli Apostoli attribuivano a Gesù. Era l'omaggio dei contemporanei ai grandi del Rinascimento.  Ma oggi il termine ha subito una perdita di valore e di consapevolezza. Nella vita quotidiana è inflazionato, usato spesso per vezzeggiare con ironia chi si crede esperto o abile in qualche disciplina o attività. Nel mondo della scuola è banalizzato: "mestro" non è più un titolo ambito; molto meglio "professore". E così si perde il senso autentico dell'insegnamento: dare, e non pretendere, educare, e non reprimere, incoraggiare, e non deprimere, valorizzare, e non giudicare. 
 
Essere maestro è un impegno: si tratta di decentrarsi per far essere l’altro da sé; è un'auto-certificazione di generosità.  
 
Maestri quali J. Keating – straordinariamente interpretato da Robin Williams – forniscono aiuto, sostegno, ispirazione; segnalano prospettive inedite e preparano ad affrontare i cambiamenti e le difficoltà della vita. Non cercano la gloria personale, anzi possono risultare sgraditi ai rettori e all'intero corpo docente, come spesso capita a chi ha carisma congiunto a bontà d’animo, a chi ha il coraggio di andare contro corrente per seguire l'intelligenza del cuore.
 
La strada indicata e illuminata da questi maestri è quella meno battuta, per la quale si coltiva ancora la poesia, che non è solo amore per Keats, Withman, o Shakespeare ma è l’insieme delle premesse migliori per la più indovinata e fertile scelta di vita.
 
Si badi, però, che non si tratta di permissivismo o di assenza di limiti: anche questa strada ha degli argini… la disciplina, la tradizione, il rispetto, l’onore, l’eccellenza sono i pilastri educativi sui quali edificare la propria personalità, esplicando il proprio potenziale.
 
La scuola oggi ha bisogno di questo, di insegnanti che guardino più agli studenti che ai programmi, e li guardino come soggetti di vita piuttosto che come oggetti cui impartire nozioni.
 
Il film è un esperimento pedagogico riuscitissimo con ricadute importanti su ciascuno di noi!
 
 

 

 

 

 






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