Cinema

05 Mar 2016


"Mon roi", il sorriso femminile della rinascita

L'importanza di un sorriso nel bel film di Lo Besco, uscito nelle sale lo scorso 3 dicembre.

Mon roi racconta la vita di Tony, in un abbraccio che accosta la sua presente realtà di madre quarantenne protagonista di un intenso percorso di riabilitazione a seguito di un infortunio alla gamba, ad una storia d’amore passata e totalizzante, rievocata tramite flash back efficaci e frequenti.

La risata della donna è il filo conduttore dell’intera proiezione cinematografica, e delinea le forme di uno spirito sincero, positivo e vitale, smanioso di correre instancabile attraverso ogni giornata e di donarsi interamente nel rapporto sentimentale con l’amato. George rappresenta la parte maschile di una relazione amorosa ideale, travolgente e principesca, che la regista Maïwenn Lo Besco riproduce tramite una scelta di scene emozionanti e delicate, in cui lo spettatore innamorato sa di potersi immedesimare: i due si sposano in un tripudio di amore fisico e totale, e mettono al mondo un bambino. Nel susseguirsi dei ricordi, tuttavia, George assume i tratti dell’amante irruento e superficiale, pronto ad accantonare la compagna per dedicarsi agli eccessi: il castello di gioia di Tony lentamente si sgretola, e lei, incredula vittima di un profondo oltraggio, diviene prigioniera di un sentimento tradito, percossa nell’intimità e violata nella purezza del proprio animo, costretta a scegliere se innalzare se stessa e svincolarsi da lui, oppure soccombere.

Nel presente lei è più matura e consapevole, impegnata ad aggiustare i legamenti del ginocchio, fratturatisi durante una brutta caduta: la cura, l’amore e la pazienza con cui la donna affronta la riabilitazione assomigliano a quelli di un animaletto che lotta per sopravvivere leccando caldamente una ferita subita, e, i primi passi mossi dopo la terapia ricordano quelli di una bambina da poco venuta al mondo. L’ardore che induce Tony ad allontanare George per rifiorire, ancora una volta la incoraggia a combattere, a resistere, a proteggere e valorizzare il proprio corpo, che prima di tutto è culla della vita e bene più grande di cui ciascuno è eterno custode.

Tony rinasce, e nel farlo non smette mai di sorridere.






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