MONSTERS & CO.

Da sempre, il mondo dell’animazione è fonte inesauribile di mondi da plasmare, sognare, vivere: con la sola forza delle immagini, dell’inventiva, del divertimento è capace di combinare il progresso tecnologico e il candore dei sentimenti, facendosi veicolo di messaggi importanti.
Parallelamente al mondo che conosciamo esiste una città abitata da incredibili creature mostruose, che popolano le fantasie più terribili di noi umani. Di notte, i mostri attraversano porte collegate agli armadi allo scopo di spaventare soprattutto i bambini. In realtà, non sono cattivi, anzi, il loro è soltanto un lavoro: dalle urla di paura dei pargoli si sprigiona l’energia necessaria ad alimentare la città e la Monster & Co. è l’azienda leader nel settore energetico. Tra gli spaventatori di professione, Sulley e Mike detengono il record di urla provocate.  Sulley è un gigante di due metri d'altezza per duecento chili di peso, dal pelo blu e viola, che riesce a spaventare qualsiasi bambino. Mike, un monocolo verde, è il suo braccio destro, nonché suo migliore amico. Paradossalmente, però, i mostri non sono esenti da ansie e da paure, anzi, sono addirittura vulnerabili alle loro stesse “vittime”: temono il contatto con gli umani, che credono pericolosissimi e "tossici". Ed ecco che una dolcissima bambina, Boo, capitata a Mostropoli per caso, rischierà di compromettere la loro brillante carriera e di sconvolgere le loro vite per sempre. A questo punto, inaspettatamente, si compie un capovolgimento di ruoli: mentre Sulley e Mike, i due spaventatori d’eccellenza, cercano di riportare Boo sana e salva a casa, scoprono… il potere di una risata. Una semplice risata esorcizza le paure da ambo le parti e si rivela molto più produttiva della paura. Così, i due mondi sono costretti a rivedere le loro posizioni e, soprattutto, la "Monster & Co." deve mettere in discussione i propri presupposti: non è necessario spaventare gli umani; una risata sprigiona molta più energia della paura!
Questo lungometraggio targato Pixar riesce a mescolare un umorismo esilarante e sempre originale con un sentimentalismo inavvicinabile anche per il cinema drammatico (l’immagine che chiude il film è tra le più poetiche e delicate di tutti gli anni 2000), continuando a puntare - come nei film precedenti e in quelli successivi - su una coppia disfunzionale di protagonisti e sul significativo ribaltamento di ruoli.

Curiosità - La pellicola segnò una svolta nel mondo dell’animazione essendo una delle prime ad avvalersi di un software realizzato appositamente per creare capelli e peli in modo molto realistico. Il programma di rendering Fiz T aveva il valore aggiunto di animare i personaggi indipendentemente dai loro abiti o, nel caso specifico di Sulley, dal manto di pelliccia composto da ben 2.320.413 peli, ottenendo così un movimento estremamente fluido!








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