Cinema

24 Dic 2020


Una poltrona per due

Un esperimento sociale riproposto ogni anno a Natale che ci può far pensare...

Immancabile appuntamento a Natale con Una poltrona per due, pellicola di John Landis del 1983.

Si tratta di una rivisitazione moderna della fiaba del ricco (l’uomo d’affari - Dan Aykroyd) e il povero (il senzatetto - Eddie Murphy) ambientata a Philadelphia. La pellicola è datata e non ha nulla della magica atmosfera che amiamo respirare nel periodo natalizio, eppure è riproposta e attesa puntualmente ogni anno la sera della vigilia di Natale.

Mi sono chiesta come mai.

Ci sono senz’altro delle ragioni economiche, ma queste di per sé non basterebbero a giustificare la scelta se lo share non fosse sempre così alto…  E allora ci dev’essere qualcosa in questa commedia che piace…  

Tutta la vicenda è, di fatto, un esperimento sociale, e già questo solletica e fa riflettere. Mortimer e Randolph Duke, due finanzieri di Philadelphia, anziani, facoltosi e annoiati, scommettono di poter scambiare la vita del loro giovane manager Louis Winthorpe III (Dan Aykroyd) con quella dell’imbroglione senzatetto Billy Ray Valentine (Eddie Murphy), convinti che sia l’ambiente a determinare l’uomo e non i suoi geni. Questa la grande scommessa, che ogni anno ci incolla allo schermo per seguirne lo sviluppo, anelare il lieto fine, ridere dei risvolti comici, pensare…

E, a ben pensare, la visione di questo film ci fa essere grati, profondamente grati per quello che abbiamo, che in gran parte non è dovuto a noi, ma all’ambiente in cui siamo nati, alle circostanze della vita… Come il film insegna, noi ci illudiamo di essere i veri artefici della nostra vita, facciamo sfoggio dei nostri beni, soprattutto se ce li siamo guadagnati a colpi di fatica, ma niente è veramente sotto il nostro controllo. La vita è un dono, che non dipende dai nostri meriti! Esserne consapevoli, vuol dire vivere con gratitudine e profondo rispetto.

Non a caso, nel film, non è l’arroganza ad essere premiata, ma l’onestà: i due anziani finanzieri hanno tutto e si annoiano; avendo tutto, pensano di avere anche tutto sotto controllo e di poter giocare con la vita delle persone come se fossero pedine, ma si sbagliano di grosso… e, dopo una vita passata a fare soldi, si ritroveranno a dover saldare i conti.

“Una poltrona per due” è anche un film carico di speranza, che ci invita a non disperare, perché se siamo onesti, se viviamo con rettitudine anche nelle circostanze più difficili, presto o tardi qualcosa interviene a imprimere una svolta positiva nella nostra vita! E nel film questo accade proprio la vigilia di Natale!

Il problema, se vogliamo, è che il cambiamento è riservato solo all’individuo, non al sistema: il paradigma capitalistico non viene messo in discussione; il rischio di farsi travolgere è dietro l’angolo, anche per chi parte con le migliori intenzioni. Come se i buoni, quando diventano vincenti, debbano per forza smettere di essere buoni, per non cadere un’altra volta! Nel finale del film vien dunque da chiedersi se i due perdenti, diventati vincenti, manterranno la loro integrità, il loro cuore, o si inorgogliranno dello status quo acquisito a tal punto da perdere di vista le cose importanti… È la solita, irrisolta partita tra legge del cuore e legge del business. Qui si gioca la vera sfida!






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