Cinema

23 Nov 2017


VADO A SCUOLA. IL GRANDE GIORNO

Ultima serata della rassegna "ATTRAVERSAMENTI: Compro quindi esisto?!".

Venerdì 24 novembre alle ore 20.45 l’Associazione Culturale Careni e il Gruppo Giovani NOI di Miane, invitano al Teatro Jean Antiga a Miane per l'ultimo film in programma: VADO A SCUOLA. IL GRANDE GIORNO. Perché per poter partecipare all'interno del settore economico in maniera sostenibile è necessaria un'educazione alla condivisione e alla salvaguardia dell'ambiente, in controtendenza al mero consumismo.

Trama del film

Albert ha 11 anni, vive nella capitale cubana ed è un piccolo talento della boxe. Deegii, in Mongolia, studia per diventare contorsionista. Tom è ugandese, ha una passione per le grandi scimmie e frequenta una scuola per ranger. Nidhi, a Benares, studia con profitto matematica, anche se la sua famiglia non può aiutarla, perché non è abbastanza istruita. Il sogno di Nidhi è diventare un giorno un ingegnere.
Dopo aver raccontato la determinazione e il coraggio di alcuni bambini di diverse parti del mondo che percorrevano un numero incredibile di chilometri, nelle situazioni più scomode, per raggiungere la scuola più vicina e la possibilità di un'istruzione che cambiasse il loro futuro, Pascal Plisson torna a seguire quattro giovani che hanno voglia di farcela, (ri)presi nel giorno della prova, accademica o sportiva, che potrebbe cambiare la loro vita e quella delle loro famiglie.
Le situazioni sono messe in scena: è evidente che si tratta di ricostruzioni di percorsi e occasioni che il regista ha prima osservato e poi scelto tra altri, e anche i dialoghi sono spesso tematizzati (c'è il momento per parlare della nostalgia, quello per la gratitudine del genitore, etc.), ma è un approccio voluto, che non si nasconde né cerca di camuffarsi da documentario di strada, e, in ogni caso, non chiude le porte alla realtà del momento, al possibile imprevisto, e sta con i ragazzi (spesso silenziosi) senza distrazioni paesaggistiche o d'altro genere.
L'andatura del film è semplice, ma non lo è il suo oggetto d'indagine. La prima parte presenta la passione e il talento dei quattro ragazzi, giustificandone il ruolo di protagonisti rispetto ad altri, ma, dice il secondo movimento, il talento non basta e subentra il confronto con la fatica, la disciplina richiesta, i sacrifici necessari (nel prezzo che si paga c'è soprattutto un grosso pezzo d'infanzia), infine c'è l'attesa del responso finale. Ma di chi sono quei sogni di gloria? Dei ragazzi o dei loro padri? Il film pone la questione in termini non polemici, sottolineando piuttosto l'esistenza di un sentimento nobile, una consapevolezza del ritorno d'impegno che i figli contemplano verso i genitori, senza per questo venire forzati, ma solo sostenuti. Colpisce anche - perché lontanissima dai costumi europei - la grande compostezza e umiltà con cui i giovanissimi protagonisti accettano il verdetto sul loro operato, che sia favorevole o meno.

Nella serata di venerdì, oltre alla visione del film, ci sarà l’incontro con Marcello De Noni di Legambiente Sernaglia, Mariagrazia Morgan, dirigente scolastico, e Giuseppe Morosin della Fattoria Didattica L’alveare del Grappa. Seguirà rinfresco gentilmente offerto dal Supermercato Rosa di Miane.








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