“Vincent Van Love” di Ernesto Anderle: quando il colore si fa parola

“Non dimentichiamo che le piccole emozioni sono i grandi capitani della nostra vita e che obbediamo a loro senza saperlo”

Non è mai facile recensire un libro dove arte e umanità si mostrano in tutta la loro grandezza: spesso si finisce per essere troppo obiettivi, altre volte invece troppo emotivi. Cercare un compromesso è arduo eppure penso che, nel caso di “Vincent Van Love”, primo libro di Ernesto Anderle (edito da BeccoGiallo, 2 maggio 2019), il compromesso non sia solo necessario, ma la giusta guida per la lettura e la piena comprensione artistica e umana del libro stesso.

Ernesto Anderle è uno scultore, pittore e illustratore dall’identità grafica ben nota nel mondo dei social network: i suoi web comics Vincent Van Love e Roby il Pettirosso, che vantano circa 50mila lettori ciascuno, sono divenuti noti per i momenti, le riflessioni e le perle filosofiche delle grandi firme dell’arte e voci italiane della musica del Novecento, ben espresse dalle sue illustrazioni semplici ma mai banali.

Vincent Van Love, come si può ben intuire, riprende coraggiosamente la storia del grande pittore olandese Vincent Van Gogh, affermatosi come uno dei più grandi geni della pittura impressionista grazie anche alla vita spesso travagliata e segnata da eventi che, a giudizio di molti critici, hanno reso il suo segno pittorico unico grazie alla tormentata psiche che lo muoveva. Ecco, non è questo l’intento del libro di Anderle. Come ben ricorda l’autore all’inizio del libro, il suo intento è semplicemente la scoperta di Van Gogh come uomo attraverso le sue stesse parole, estrapolate dalle lettere che scriveva assiduamente all’affezionato fratello Theo, che lo sostenne economicamente e moralmente durante tutta la vita.

È un percorso interessante, nuovo e di incredibile fruibilità: attirati dalle colorate illustrazioni, chiunque si addentri nelle pagine di questo libro scoprirà man mano la storia di un uomo che, come molti altri del suo tempo, cercò di avvicinare l’arte all’uomo senza staccarsi mai dalla realtà; le sue riflessioni sono intense, talvolta malinconiche, ma riflettono il suo animo estroso, la forza, la sensibilità e l’amore che egli provava per la vita, nonostante tutto.

Grande merito dell’autore, oltre alle illustrazioni definite e poeticamente sfumate, è di aver ricostruito brevemente la vita di Vincent prima dei fatti più noti e, purtroppo, pregiudizievoli: una storia sommaria ma per nulla scontata, poiché anch’essa incentrata su episodi emotivamente provanti e personalmente significanti per la vita e l’animo del pittore, educato fin dalla tenera età all’austerità ma votato alla libertà, alla celebrazione della natura e alla compassione dei suoi pari. Questo è quello che le sue tele e i suoi bozzetti raccontano.

Ho sempre apprezzato l’arte di Vincent Van Gogh, ma dopo il film Loving Vincent e le mostre che sempre ben accostavano la pittura a ciò che egli raccontava nelle lettere al fratello, non credevo di poter scoprire ancora qualcosa su di lui: l’ho fatto leggendo questo libro, che definisco semplicemente come un unicum: Arte e Poesia in un unico afflato, ancora una volta, ancora Van Gogh.






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