Letteratura

02 Ott 2021


Animali fantastici protagonisti di leggende

Dagli articoli precedenti abbiamo compreso che l’uomo attribuiva all’animale poteri sovrannaturali e per tale motivo essi erano collegati alle divinità.

I popoli antichi credevano nell’esistenza di animali fantastici con caratteristiche particolari che riguardavano la forza, la forma, l’intelligenza o l’indole. Il concetto era presente già presso i popoli preistorici del Paleolitico, quando l’uomo ha cominciato a sviluppare le prime forme di racconto mitico. Queste meravigliose creature sono descritte anche nelle opere di Plinio il Vecchio o di Eliano, come bestie combinate tra loro producendo una originale fauna, con qualità fantastiche. Pur derivanti dall’immaginazione, queste creature hanno attraversato i tempi, conservandosi nei racconti del folklore e poi giungendo fino ai nostri tempi.

In questo modo hanno contribuito a costruire un bestiario che si aggiungeva a quello naturale dove ogni creatura mitica ricopre un preciso simbolismo esoterico. Ad esempio, il drago e l’unicorno (solo per citarne alcuni), se non domati, risultano pericolosi come le forze profonde inespresse della nostra psiche. L’eliminazione del drago o l’atto del domare l’unicorno rappresenterebbero il trionfo della razionalità sull’inconscio e il recupero del controllo su se stessi per affrontare grandi conquiste[1].  

Nella mitologia e nel folklore, l’animale si accompagna all’eroe ricoprendo il simbolo del bene o del male.

Nel folklore, di solito rappresenta un consigliere, un amico, una guida, un angelo custode o messaggero degli dei pronto a sacrificarsi per il suo protetto.

Nel mito, invece, gli ibridi diventano creature associate al male che devono essere combattuti e annientati per permettere al protagonista di portare a termine la missione.

In entrambe i tipi di narrazioni, le entità fantastiche si combinano insieme, creando animali detti multiformi:  

  • chimere tra uomini e animali, come le sirene e la sfinge, o solo tra animali di specie diversa, come il grifone e l’ippogrifo;
  • ibridi, ovvero incroci tra animali fantastici, come l’Idra di Lerna e Cerbero;
  • teriomorfi, come i fauni.

Gli animali ostili alle azioni del protagonista sono bestie conflittuali che si sovrappongono tra il bene e il male, il sole e la luna, la luce e il buio, il principio maschile e quello femminile. Per questo motivo, l’aquila (ad esempio), signora del cielo e creatura solare, è contrapposta agli abitanti del sottosuolo e delle tenebre.

Di solito l’animale che si contrappone all’uomo ha caratteristiche anatomiche spettacolari e ultraterrene con estrema forza e potenza, come ad esempio l’Idra di Lerna, mostro spaventoso con sette teste che ricrescevano all’istante, nonostante Eracle le tagliasse e che, nei bestiari medioevali, rappresentava il simbolo dei vizi che rimanevano continuamente nell’uomo.

Gli animai mitici, oltre ad essere una minaccia o un aiuto per l’eroe, in alcuni casi diventano anche mezzo di trasporto speciale, per accompagnare altrettanto speciali personaggi. Basti ricordare l’ippogrifo, creatura fantastica descritta da Ludovico Ariosto nel secondo canto dell’opera “Orlando Furioso” e creata ispirandosi alla letteratura greco-romana e orientale. Le sue qualità sono l’agilità e la grazia nei movimenti, poiché nonostante la sua grandezza è capace di muoversi velocemente come un falco addestrato alla caccia. Tuttavia solo al mago Atlante è possibile cavalcarlo poiché ne conosce l’indole. Solo successivamente potranno fruirne Ruggiero, per abbattere il mostro marino e salvare così Angelica, e Astolfo per raggiungere il Paradiso terrestre e la luna e ritrovare il senno perso da Orlando.

Altro uccello leggendario degno di nota è la fenice. Secondo il mito, la fenice, se bruciata, poteva rinascere dalle proprie ceneri, e, per questa sua qualità, si ricollegava al simbolismo materno, nel ciclo eterno di morte e rinascita. Per tale motivo, questo straordinario uccello veniva collegato alla luce e al culto di Osiride con il misteri della vita, morte e rigenerazione, divenendo immagine dell’eternità. A tale riguardo era rappresentato negli stemmi delle nobili casate.

---

[1] Rao M., magici animali di potere, psiche2, Torino 2014






ABOUT AUTORE





Utilizzando il sito web, accetti il nostro uso dei cookie, per una tua migliore esperienza di navigazione. Maggiori informazioni Ok