Letteratura

19 Ago 2016


"Avrò cura di te" di M. Gramellini e C. Gamberale

Uno scambio epistolare tra una donna e il suo angelo custode diventa un questionario sui sentimenti, sulla capacità di perdono, sulla forza interiore nascosti in ciascuno di noi…

Gioconda, detta Giò, ha trentacinque anni, una storia familiare complicata alle spalle, un'anima inquieta per vocazione (o forse per necessità) e un unico, grande amore perduto e rimpianto.

Smarrita e disperata, si ritrova a vivere nella casa un tempo abitata dai suoi nonniemblema dell'amore perfetto. La notte di San Valentino, Giò trova un curioso biglietto che la nonna aveva scritto all'angelo custode, per ringraziarlo. Con lo sconforto ma anche con il coraggio di chi non ha niente da perdere, Giò ci prova: scrive anche lei al proprio angelo custode, che, incredibilmente, le risponde e le fa una promessa: avrò cura di te. L'angelo, che si chiama Filemone, è paziente, saggio e tenero, e, soprattutto, è capace di comprendere Giò come nessuno l'ha mai compresa, anzi come lei stessa non si è mai compresa. Nasce così uno scambio intenso, allegro, commovente, coinvolgente. Il piano della realtà e il piano dell'immaginazione si confondono. Ma più della forma è importante il contenuto. Reale o fittizio che sia, quello scambio epistolare cura l'anima: attraverso un profondo lavoro di autoanalisi, Giò riscopre se stessa e alcuni valori che danno senso alla vita.  Sì, perché Filemone - voce dell'interiorità prima che dell'aldilà – aiuta a far tacere un poco la ragione, che spesso è responsabile di tante nostre paranoie, inquietudini o false deduzioni, e a fa parlare il cuore. Prestando ascolto alle ragioni del cuore, diventa più facile rispondere anche a prove complicate della vita, come quella che Filemone presenterà a Giò in un finale sorprendente, che sembra confondere tutto ma che, invece, a tutto darà un senso.

Più che risposte, il libro pone interrogativi che scavano in profondità; è questo il primo passo offerto al lettore per intraprendere un percorso interiore che gli permette di conoscersi meglio e, conseguentemente, di vivere meglio con gli altri nel mondo. Insomma un buon libro da leggere nelle vacanze estive per ritagliarsi, di tanto in tanto, un picco angolo di riflessione.

 

"Amarsi è l’opera d'arte di due architetti dilettanti di nome Io che, sbagliando e correggendosi a vicenda, imparano a realizzare un progetto che prima non esisteva. Noi."






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