Letteratura

28 Ott 2019


“I segreti del bosco” di Giancarlo Ferron

Autunno è ormai arrivato e come tanti anche io sono sensibile al lento ma spettacolare declino della natura fuori dalla porta. La foglia che si accartoccia come bruciata e il verde rappreso che diventa marroncino hanno sempre un effetto sulla psiche notevole. È in questo clima di poesia e nostalgia che ho deciso di comprare un libro traboccante di Natura.

“I segreti del bosco”, scritto dal guardiacaccia vicentino Giancarlo Ferron e pubblicato nel 2006 da Edizioni Biblioteca dell’Immagine, ha ampiamente riconfermato la mia positiva opinione su quest’autore di cui avevo già letto “Lo sguardo del lupo” lo scorso gennaio.

Affascinato dalle poche righe sul retro copertina, ho subito pensato a questo libro come una piccola guida sulla vita segreta di alberi e animali, similmente ad altri titoli letti in passato di altri autori; ma, contrariamente al pensiero che mi ero fatto, il libro in questione non parla solo di spiriti, leggende e misteri, quanto più di esperienze, verità e ricordi di una vita in mezzo alle montagne.

Riparato fra gli alberi e rincuorato dai versi degli animali, Giancarlo Ferron usa le leggende e le superstizioni locali per parlare a cuore aperto della realtà che ogni giorno anima il Bosco di Alberi Vecchi. È qui che scaturisce l’interesse, perché essendo ormai abituati a video e foto selezionati degli eventi naturali abbiamo perso la capacità di stupirci di fronte al naturale progredire di Madre Natura. Come abilmente detto e ripetuto dallo stesso autore, siamo intontiti dallo sfarzo luminoso e coloratissimo del mondo esterno, che vuole solo apparire e non Essere. Un comportamento intrinseco, poiché presente nella natura animale dell’uomo, trattato con riguardo indiretto ma molto incisivo per accentuare le poche ma sostanziali differenze con i suoi parenti animali. La grande abilità di Giancarlo Ferron in questo libro è stata proprio quella di aver saputo dire e spiegare una verità celata partendo sempre da un minuscolo dettaglio della vita animale. Perché i cani mordono? Perché i predatori hanno gli occhi frontali e le prede invece laterali? Come funziona l’istinto? Perché usiamo la luce per illuminare il buio? È per dare una spiegazione a questi quesiti della natura umana ed animale che l’autore mette a disposizione la sua vita di “uomo delle montagne”. Possiamo dimenticarcene, distorcere la realtà fino a far sì che sia appena un vano ricordo, ma l’uomo è e sempre sarà - anche - un animale e, come tale, sempre conserverà caratteristiche comuni alle tante specie che oggi apprezza snobbandole.

Un libro davvero molto significativo e di facile lettura che, nonostante lo stile un po’ grezzo e diretto dell’autore, da considerare anche come naturalezza mista all’onestà d’animo, scava lentamente nelle profondità del nostro essere e va a solleticare il nostro Io più antico e primordiale. Il tutto condito da sporadiche dosi di pungente sarcasmo sulla vita moderna, che fanno davvero riflettere. Semplicemente un libro che vi farà desiderare di diventare un tutt’uno con la Natura, un’alchimia eterna di difficile scomposizione.






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