Letteratura

15 Set 2017


Il consiglio di Zygmunt Bauman: "Meglio essere felici"

"La nostra vita è un’opera d’arte, che lo sappiamo o no, che ci piaccia o no".

Penso che molti di noi abbiano avuto il piacere di incontrare, almeno una volta tra i banchi di scuola, Zygmunt Bauman, uno dei più grandi sociologi e filosofi del nostro tempo. È nato nel 1925 in Polonia da genitori ebrei e ci ha lasciato lo scorso 9 gennaio, a 91 anni. Quello che abbiamo avuto in eredità da questa brillante mente è però ancora vivo e lo sarà sicuramente per i prossimi decenni. Secoli, forse.

I suoi studi si sono focalizzati soprattutto sulla stratificazione sociale, sui movimenti dei lavoratori, sulla natura della modernità. Ma uno dei pensieri più famosi, di cui tutti prima o poi abbiamo sentito parlare, è quello di società liquida: il soggettivismo, tipico della società moderna avrebbe portato ad una maggior fragilità della stessa e alla mancanza di punti di riferimento, rendendola quindi fluida e disgregata. Liquida appunto. Un luogo in cui "l'incertezza è l'unica certezza".

Non credo Bauman avesse una visione distopica del mondo e non lo definirei neanche pessimista. Realista, piuttosto. Meglio esser felici ce lo dimostra. Si tratta di un piccolo libricino di 43 pagine: è la trascrizione di una conferenza tenutasi a Cagliari il 3 giugno 2016 che indaga la natura della felicità nella società di oggi.

Metto subito in chiaro che non si tratta di un libro di risposte: alle mille domande sul senso della vita, sul raggiungimento della felicità, sulla condivisione della nostra vita con l'altro (a casa come sui “social) non c'è un'unica, chiara e definitiva risposta. Anzi, Bauman ci pone davanti a diversi interrogativi invitandoci a riflettere su di essi, su di noi, sulla società e sul mondo. Il primo grande dubbio riguarda la definizione stessa di felicità e vengono proposte due strade diverse.

La prima è relativa ad una vita serena, senza alcun tipo di ostacolo, dove tutto fila (troppo) liscio. Forse, sostiene, quella non è felicità, ma noia. La seconda invece è proprio la felicità in quanto superamento di ostacoli e situazioni difficili, che ci mettono alla prova. A tal proposito fa un esempio tanto semplice quanto immediato: se hai mal di denti, vai a dormire e ti svegli la mattina dopo senza più alcun dolore, proverai sicuramente la gioia dBai sentirti finalmente bene. Ma se non hai mal di denti, il giorno dopo non ti sentirai diversamente da come ti sentivi prima di coricarti...

Che la vita sia fatta di insidie ed ostacoli lo sappiamo; che tante volte sia necessario scendere a compromessi anche; che bisogna fare dei sacrifici per raccogliere i frutti del nostro lavoro ci viene insegnato fin da piccoli. Eppure qualcosa di positivo deve pur esserci, no? Bauman ha descritto la vita come un'opera d'arte, piena di sfide difficili sì, ma superabili. E il messaggio che Meglio essere felici vuole trasmettere è un messaggio di positività, in cui viene sottolineato che "l'incertezza è l'habitat naturale della vita umana", ma non per questo è impossibile raggiungere la felicità. Felicità intesa non come scopo finale delle nostre azioni, ma come singoli momenti di gioia.

E poi c’è la solitudine. La temiamo, eppure con la tecnologia contemporanea non facciamo che isolarci sempre più gli uni dagli altri: sui “social” passiamo ore a dipingere la nostra immagine per richiamare l’attenzione di “amici” e presentarci al mondo nella luce migliore; incollati allo schermo degli smartphone, siamo soli anche in compagnia e più collegati con chi è lontano che con chi ci sta accanto. Ma non sapremmo mai veramente chi siamo fintantoché non incrociamo realmente lo sguardo dell’altro.

Nel libro si parla anche di Destino, incontrollabile guida che sfugge alla nostra volontà, e di Carattere, che possiamo invece gestire e modellare per essere felici.

Ciò che mi ha colpita di più è il finale, non perché sia profondo e ricercato, anzi, è la più banale e disarmante delle verità. Quando mi sono trovata a parlarne con l'amico che mi ha prestato il libro, ho solo esposto il mio stupore verso quella conclusione, breve e concisa, eppure così piena di significato e di riflessione. Svelarla sarebbe troppo semplice e visto che si tratta di una lettura super consigliata, lascio libero spazio alla vostra curiosità e spero che possa piacere a voi tanto quanto è piaciuto a me.






ABOUT AUTORE





Utilizzando il sito web, accetti il nostro uso dei cookie, per una tua migliore esperienza di navigazione. Maggiori informazioni Ok