Letteratura

11 Apr 2022


Il Linguaggio Segreto dei Fiori

“Il tuo comportamento è una scelta, non è ciò che sei”.

Victoria è una ragazza di diciotto anni che ha paura del contatto fisico, delle parole sue e degli altri, e, soprattutto, che ha paura di amare e lasciarsi amare. C'è solo una cosa che riesce a cancellare tutte le sue paure: i fiori, i fiori che lei stessa ha piantato nel parco pubblico di Potrero Hill, a San Francisco, che sono la sua casa. Il suo rifugio. La sua voce. È infatti attraverso il loro linguaggio che Victoria riesce a comunicare le emozioni più profonde, quelle nascoste, quelle difficili da pronunciare. La lavanda per la diffidenza, il cardo per la misantropia, la rosa bianca per la solitudine. Perché Victoria non è una ragazza felice, nulla è stato semplice per lei. Abbandonata in culla, non ha mai smesso di passare da una famiglia adottiva a un’altra, per tutta la sua infanzia, fino all'incontro, che le cambierà la vita, con Elizabeth, l'unica vera madre che abbia mai avuto, la donna che le ha insegnato il linguaggio segreto dei fiori. Ed è proprio grazie a questo dono che la vita di Vittoria adesso ha preso una direzione: lavora come fioraia. E i suoi fiori fanno furore, perché lei sa sempre consigliare il fiore giusto. Essi regalano la felicità e curano l'anima. Ma Victoria dovrà trovare il fiore che può rimarginare le sue ferite, poiché il suo cuore si porta dentro tanta infelicità e tanti timori. Come il timore di affezionarsi a qualcuno e di essere rifiutata e abbandonata nuovamente. L'unico in grado di aiutare Victoria è un ragazzo misterioso che sembra conoscerla da una vita. Solo lui può prendersi cura di questo fiore delicato. E solo così il cuore più acerbo della rosa bianca può diventare rosso di passione.

“Il Linguaggio Segreto dei Fiori” (di Vanessa Diffenbaugh) è un libro pieno di emozioni celate da un linguaggio antico, che racconta una storia di abbandono, di paura e diffidenza nei confronti del mondo, ma anche di coraggio e di speranza, che mostra l’attaccamento alla vita e la forza dell’amore vero, che dà senza pretendere nulla in cambio.

 

«Devi volerlo».

Dovevo voler essere una figlia, una sorella, un’amica, un’allieva; mi avevano ripetuto infinite volte.

Ma io non volevo essere nessuna di quelle cose.

Adesso all’improvviso sapevo cosa volevo essere: una fioraia.

Volevo passare la vita a scegliere fiori per perfetti estranei, scandendo i momenti della giornata fra la frescura della cella frigorifera e lo scatto del registratore di cassa.






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