Letteratura

22 Dic 2017


Il nostro viaggio in Alice nel Paese delle Meraviglie

“Come regalo di Natale a una cara bambina in memoria di un giorno d’estate” Lewis Carroll

Ebbene sì, Alice’s Adventures in Wonderland fu un regalo di Natale. Era il 1864 e la fortunata fu proprio Alice. Alice Pleasance Liddell per la precisione, la musa ispiratrice di Lewis Carroll.

Di Lewis Carroll, tra mito e realtà, sappiamo un bel po’: il suo vero nome era Charles Lutwidge Dodgson e fu una figura alquanto controversa. Era un reverendo e un insegnante di matematica, abbastanza annoiato dal suo lavoro perché pare non gli fornisse le soddisfazioni sperate. Era appassionato di fotografia, balbuziente e affetto da un disturbo neurologico che gli causava allucinazioni. Preferiva passare il suo tempo con i bambini che con gli adulti e per questo fu accusato di pedofilia. Anche di Alice sappiamo qualcosa: seconda di tre sorelle, figlie di una coppia di amici di Lewis, fu colei che esortò lo scrittore a mettere nero su bianco la storia che le era stata raccontata in un caldo pomeriggio d’estate, a bordo di una barca sul Tamigi.

Alice nel Paese delle Meraviglie e il seguito, Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò, sono la grande eredità lasciata da Lewis Carroll. Eredità che ha ispirato artisti di ogni calibro, canzoni, libri, rappresentazioni teatrali, innumerevoli trasposizioni televisive e cinematografiche (a partire dal 1903!), mostre d’arte, servizi fotografici e chi più ne ha più ne metta.

Tanta carne al fuoco dunque, per un libro che, edito per la prima volta più di 150 anni fa, ha il potere di rimanere sempre attuale, ipnotico e mai banale. E come potrebbe, vista la massiccia dose di fantasia di cui è impregnato? Non di sola fantasia si tratta però, perché se il romanzo fosse solo il prodotto di una fervida immaginazione, si ridurrebbe alla trascrizione dei viaggi mentali dell’autore. E invece è ricco di giochi di parole, figure retoriche, proverbi, riferimenti alla cultura inglese e regole matematiche, tanto da renderlo nel tempo una vera e propria sfida per i traduttori italiani, che hanno sempre arricchito le varie edizioni con le loro personali intuizioni.

Sogno e realtà, maschere e inconscio, spazio e tempo sono gli ingredienti per una perfetta serie di avvenimenti non-sense: si tratta infatti di un sogno che, per definizione, dà forma e corpo ai prodotti dell’inconscio, ignorando le regole logiche e fisiche che governano il mondo reale. Le libere interpretazione del romanzo che si sono susseguite nel tempo sono moltissime: chi ci vede dei chiari riferimenti alla fisica quantistica e alla serie di Fibonacci, chi invece preferisce una lettura psicologica del racconto, chi leggi morali e linee educative.

Senza entrare nel merito di ogni singola lettura, Alice rispecchia sicuramente il viaggio interiore che ognuno di noi compie, almeno una volta nella vita. Un viaggio di crescita e conoscenza di se stessi, perennemente a contatto con l’altro e con le sfide che la vita ci pone. L'infinita caduta iniziale nella tana del Bianconiglio, il bivio a cui si trova davanti quando conosce lo Stregatto, la Regina Bianca insicura e lamentosa e la Regina Nera brusca e aggressiva. O ancora, i due gemelli bassi e grassi Pincopanco e Pancopinco in costante disaccordo tra loro, il Cappellaio Matto e la Lepre Marzolina. Sono tutti personaggi fuori dal comune, ognuno con le proprie peculiarità, che però impersonificano in qualche modo una parte di noi.

Non è cosa insolita vivere momenti di incoerenza e confusione, in cui non ci riconosciamo e ci mettiamo in discussione. Il confronto con gli altri non è sempre facile e non si smette mai di imparare. A volte abbiamo bisogno di un esame di coscienza e non riusciamo mai ad essere imparziali con noi stessi, altre volte invece dobbiamo scendere a compromessi con la vita e le regole sociali. Rivedere le nostre scelte, cambiare strada, essere coraggiosi. Ma, come Alice insegna, “se io avessi un mondo come piace a me, là tutto sarebbe assurdo: niente sarebbe com’è, perché tutto sarebbe come non è, e viceversa; ciò che è non sarebbe e ciò che non è sarebbe, chiaro?”. In quanto esseri sociali, ci è impossibile vivere nel “nostro mondo”, dobbiamo imparare a relazionarci con gli altri. E per trarne vantaggio è utile conoscere il nostro vero Io, trovare la via da percorrere, imparare costantemente e rispettare gli altri e noi stessi, per crescere. Proprio come la nostra protagonista, che quando si risveglia dal sogno è uguale ma diversa. Da bambina a Regina.






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