Letteratura

06 Set 2021


"La casa vivente" di Andrea Staid

Un libro che va in cerca del senso profondo dell’abitare

Abitare è una delle principali caratteristiche dell’essere umano e la casa è il luogo umano per eccellenza. Ma cosa significa la parola “casa”? Si tratta solo di mura e materiali? Finestre, porte, giardini, bagni, camere, scrivanie, abat jour e frigoriferi? No.

Andrea Staid ci spiega qualcosa che in realtà già sappiamo, ma che abbiamo dimenticato. “Casa” sono le condizioni abitative che io sviluppo con la mia capacità di relazionarmi e creare il contesto abitativo. È ciò che dà senso alla mia esistenza.

“Abitare uno spazio, nell'accezione antropologica del termine, significa potervi investire desideri, sogni o ricordi, per farne un "luogo" identificabile e nel quale riconoscersi”.

L'autore, insegnante di Antropologia presso la NABA di Milano, racconta il processo di ricerca – dalle Ande peruviane alle montagne indiane, passando per il Vietnam e la Mongolia – che l'ha portato a maturare la decisione di trasferirsi in una casa di roccia sulla cima di una collina ligure irraggiungibile da qualsiasi mezzo che non siano le proprie gambe.

Non solo esperienze lontane ma anche vicine di case vive, perché ovunque sta nascendo la consapevolezza di quanto sia importante vivere (dunque abitare) in un modo più sostenibile ed ecologico. Anche in Italia possiamo incontrare esperienze di autocostruzione in armonia con la natura: case che di natura si nutrono, costruite assecondandone i ritmi e gli spazi.








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