Letteratura

02 Dic 2019


La scuola dal tetto di paglia

Una graphic novel spassosa e profonda per ragazzi e adulti.

Cao Wenxuan è uno degli scrittori cinesi di letteratura per l’infanzia più famosi e tradotti degli ultimi anni. È il primo scrittore cinese ad aver vinto, nel 2016, l’Hans Christian Andersen, il più importante riconoscimento internazionale per la letteratura per l’infanzia. Nato in una poverissima regione della Cina orientale, come scrittore Cao Wenxuan si distingue per il suo particolare concetto di estetica applicato alla letteratura per l’infanzia: scopo principale delle opere non è “divertire” bensì plasmare il futuro carattere della nazione offrendo ai giovani lettori una forte base di umanità, che può essere coltivata anche da adulti leggendo storie filtrate dal particolare punto di vista dei più piccoli. A questi ultimi, infatti, va il merito di vedere e sentire la vita con semplicità ed entusiasmo: tutti i bambini sanno commuoversi e sanno capire; tutti i bambini sanno provare empatia e compassione; tutti i bambini sanno sorridere ed essere solidali gli uni con gli altri; tutti i bambini sono liberi perché sanno essere semplici e, nella semplicità, afferrare l’essenziale.

Questo il punto di vista che si ritrova nel libro “La scuola dal tetto di paglia” (Giunti Editore, 2018): uno spaccato di vita quotidiana in una scuola cinese negli anni ’60. La narrazione, pur avendo una precisa collocazione spazio-temporale, pare sospesa nel tempo, acquisendo un valore universale. Cao Wenxuan è un maestro nel dipingere quadri sulla quotidianità dei più piccoli. Questa volta il punto di vista sul mondo è quello di Sang Sang, il figlio del preside, un ragazzo esuberante ma dal cuore buono. Dalle sue relazioni con i familiari, i maestri e i compagni di classe scaturisce una serie di piccole storie che, alla fine, veicolano sempre insegnamenti importanti: scorgere la bellezza anche in chi non è bello affatto; ammirare la buona volontà di chi fa fatica ma non si arrende; avvertire la necessità di condividere quel che si ha per sentirsi migliori; capire il peso delle proprie azioni e fare i conti con la propria coscienza. Grandi temi – quali l’amore, l’amicizia, il senso della vita e della morte, la conoscenza di sé e l’empatia – affiorano con meravigliosa delicatezza e profondità, e ogni storia traccia un’immagine, sempre molto accurata e colorata.

Le pagine di Cao Wenxuan sprigionano bellezza, che secondo l’autore è l’obiettivo cui deve puntare qualsiasi tipo di letteratura, in particolare quella dedicata ai più piccoli, dal momento che si tratta di un tassello fondamentale nella loro formazione umana e spirituale. Per esprimere la sua idea di letteratura, egli utilizza un’efficace allegoria: la letteratura è un modo per costruire case, servendosi non di mattoni, ma di parole (…). Le case sono simboli atavici - non a caso sono le prime forme ad essere disegnate dai bambini - e sono immagini di libertà. Costruire case, così come scrivere, è un atto di libertà creativa: la posizione, lo stile, tutto ciò che è rilevante per l’abitazione sarà deciso da chi la progetta e lo stesso avviene con la produzione di un testo letterario (…). I bambini in crescita hanno bisogno dei loro rifugi. Necessitano di mura che li proteggano da venti violenti e tempeste furiose, hanno bisogno di case di mattoni e case di parole, costruite con cura ed amore.

“La scuola dal tetto di paglia” è uno di questi rifugi: un luogo dove trovare nella semplicità e nella mancanza di comodità una dimensione più essenziale, misurata e serena… umana.






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