Letteratura

30 Set 2016


"La tigre e l'acrobata", Susanna Tamaro

Con una tigre curiosa, che fin da cucciola interroga il mondo, Susanna Tamaro torna alla narrativa pura. Il 18 settembre, nell’ambito della rassegna Pordenonelegge, l’autrice ha presentato in anteprima esclusiva il suo nuovo libro, edito da La nave di Teseo.

La tigre e l’acrobata è il viaggio di formazione di una tigre della taiga siberiana, la quale, sin dalla sua prima infanzia, è capace di mettere in discussione quello che la natura le offre e che i suoi simili sembrano accettare senza farsi troppe domande. Come apre gli occhi e scopre la luce, tende le orecchie e scopre i rumori… Piccola tigre sente che un regno in cui si caccia soltanto non le basta: il suo desiderio è assimilabile ad una sete impossibile da estinguere con l’acqua dei ruscelli... . Impara presto a distaccarsi da sua madre e a viaggiare da sola, sino ad avventurarsi fuori dai confini della taiga per esplorare il mondo. Incontra l’uomo, che le pare amabile e temibile a un tempo, contraddittorio nella sua intima essenza. Mettendo in comunicazione il regno umano e il regno animale – comunicazione che è possibile a una condizione: che entrambi custodiscano in sé un atteggiamento di comprensione e di rispetto – l’autrice dà voce alla curiosità, alla sete inestinguibile di conoscenza, al senso insopprimibile della libertà, sfiorando valori alti, spirituali. Durante la permanenza nel circo, la tigre resta affascinata dalla leggerezza dei trapezisti e il volo diventa un'altra espressione del suo desiderio di infinito. Chiaramente la tigre non può mettersi a volare, ma riconosce nelle peripezie degli acrobati l’appello della Grazia, che libera e salva. Crescendo, inoltre, “Piccola tigre” avverte con sempre maggior veemenza la forza che caratterizza la sua specie, ma impara a controllarla: non il dominio sugli altri, ma l’armonia a costo del sacrificio sarà il compimento del suo viaggio.

 

Grazie alla sua fantasia e alla sua conoscenza del mondo naturale, Susanna Tamaro, con questo libro - che ha il sapore di una favola - ci fa vedere gli esseri umani, il mondo, la vita dalla prospettiva di una grande piccola tigre, che molto somiglia al Piccolo Principe; la sua è una prospettiva ingenua, libera, energica, curiosaperché nasce dall’amore per la vita. Solo se si è appassionati della vita e sempre carichi di meraviglia si riesce a entrare nel cuore della vita stessa e a raccontarla, sondandone il mistero; altrimenti si sta sui margini, e non si vede che la patina superficiale delle cose.

La tigre e l’acrobata è un romanzo di formazione che fa riflettere sul significato di “crescita”. Crescere è sempre una mediazione tra quello che ti viene detto e quello che scopri da te. «Piccola tigre nasce come ribellione al corridoio della quotidianità umana – fatta di convenzioni, doveri, ruoli fissi – senza spiragli di altro genere» racconta l’autrice. Essa non si fida infatti delle parole già dette, delle cose già fatte; va’ alla ricerca del suo mondo. Per assolvere bene al ruolo genitoriale è dunque necessario, come suggerisce Susanna Tamaro: «crescere i figli nella libertà. “Non fare questo”, “Non fare quello” non è educativo; è piuttosto educativo ascoltare e aver rispetto dell’unicità della persona che si ha di fronte - perché ciascuno di noi è straordinariamente diverso - e capire di che cosa ha bisogno per diventare una persona pienamente realizzata e felice. Per fare questo bisogna saper ascoltare e dare contenimento, ovvero un senso a quello che si fa; e questo è molto importante. Il motore delle domande deve partire dai 15-16 anni e poi la vita diventa una risposta a quelle domande. Gli adulti hanno il dovere di insegnare ai ragazzi a farsi domande, anche se magari loro non hanno le risposte, comunque indicare la strada delle domande, perché attraverso le domande si definisce la propria identità. Capisco benissimo come oggi uno sia attratto dal mondo magico della tecnologia, però bisogna sapersi ritagliare degli spazi di solitudine; questo è lo spazio in cui crescere, perché da qui scaturiscono le domande».

La tigre e l’acrobata è un libro sulla ricerca spirituale e credo che mai come in questo momento abbiamo bisogno di un cammino spirituale, perché siamo stretti nella morsa del tempo, che ormai ci divora. Come riconosce l’autrice, «le macchinette elettroniche ci hanno schiacciati in un tempo sempre più stretto. Non abbiamo più il tempo lungo, non abbiamo più il tempo morto della domenica, non abbiamo più un momento in cui tutto si ferma». E con il tempo lungo abbiamo perso anche gli occhi dell’anima: «non c’è più momento in cui la vita si sospende e ci lascia quello spazio in cui non c’è azione e dunque c’è contemplazione. Questo momento ci è stato portato via – continua la Tamaro – dunque noi non possiamo più riflettere perché siamo incalzati dalle cose da fare e questo dà un’angoscia tremenda. E poi si pensa che la vita sia tutta qui, tutta sulle nostre spalle. No, il tempo è compreso nell’eterno, e dunque non sta tutto sulle nostre spalle: c’è un respiro molto più grande di noi, che è il respiro dell’Universo. Se noi non ci riconnettiamo a questo respiro, siamo condannati all’infelicità e a una pochezza di vita. Per questo è tanto importante una ricerca spirituale. Piccola tigre, per esempio, non ne vuol sapere delle convenzioni, perché vuole cercare e scoprire da sé. E questo dovrebbe essere un po’ l’atteggiamento di tutti: la curiosità di capire. Ciascuno di noi deve farsi domande e cercare di rispondersi a quelle domande… ci sarà qualcosa che dà senso alla vita… e questo è un cammino per tutti gli esseri umani, la ricerca del gusto profondo della vita».








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