La vera origine della fiabe

Gli ultimi frammenti di un mondo perduto

La vera origine delle fiabe di Paolo Battistel è un trattato curioso e rivelatorio. Curioso perché trasmette contenuti insoliti, solitamente appannaggio di studiosi e ricercatori. Rivelatorio perché recupera informazioni che si sono perse nel tempo, ma ancora capaci di incantare il lettore.

Qualche tempo fa ho avuto il piacere di partecipare alla presentazione del libro. L’autore ha iniziato mettendo subito in chiaro due cose. La prima: le fiabe non nascono come prodotti per bambini. La seconda: la loro origine, oltre a perdersi nel tempo, affonda le radici in civiltà pagane e per questo erano amorali.

Al contrario, le fiabe che noi tutti conosciamo oggi, sono dedicate ai bambini e portano con sé una chiara distinzione morale tra giusto e sbagliato. Eppure sono le stesse storie: Cappuccetto Rosso, Biancaneve, Cenerentola…

Dunque, cos’è successo in migliaia di anni? Paolo Battistel sostiene che si sia trattato di un vero e proprio stravolgimento provocato dal Cristianesimo prima e dall’Illuminismo poi, infine Walt Disney ha commercializzato le fiabe trasformandole in qualcosa di completamente diverso rispetto a ciò che erano in origine.

Le fiabe nascono come racconti orali, condivisi intorno al fuoco tra i membri di una comunità. Dare senso al mondo e significato ai fatti della vita era il loro scopo. Non si trattava di semplici storielle, ma di vere e proprie immagini allegoriche di credenze, valori, riti ed esperienze del mondo pagano. Questa è, veramente, una fiaba.

Tanto per fare qualche esempio, riprendendo il lavoro dei fratelli Grimm, Biancaneve non era una ragazza, ma una bambina di 7 anni. Il 7 era un numero magico che indicava gli anni di vita che una divinità abitava un corpo umano. Dopo questi 7 anni, il corpo moriva e lo spirito divino trovava posto in un corpo più giovane, solitamente la figlia appunto. Ecco perché la madre (e non la matrigna!) voleva uccidere Biancaneve: perché altrimenti sarebbe morta lei. E non è il cuore che chiede al cacciatore, ma il fegato, organo che si credeva contenesse l’anima di una persona.

In Cappuccetto Rosso sappiamo che la povera sventurata viene ingoiata intera, motivo per cui può essere salvata. Questa era una caratteristica del Dio del Caos: la fame lo portava ad ingoiare qualsiasi cosa per riempire l’oscurità dentro al suo ventre, il vuoto cosmico che non potrà mai essere saziato.

Cenerentola, sempre sporca di cenere (da cui poi risorgerà come una vera fenice), aveva i piedi così piccoli perché in verità era una fanciulla dell’Altromondo. In origine, questo veniva spiegato attraverso il suo rapporto magico con la natura, rappresentato dalla sua profonda amicizia con gli uccelli.

Queste sono solo alcune pillole su La vera origine delle fiabe. Potremmo anche chiederci, chi erano nella realtà Baba-Jaga e Raperonzolo? Qual è il vero volto della strega della foresta di Hänsel e Gretel? Battistel lo scopre per noi, in un libro nato da anni di studio e da una profonda passione, che non è un trattato a senso unico, anzi: conduce noi lettori verso una visione completamente nuova delle fiabe, dimostrando come esse siano ancora uno di quegli elementi in grado di lasciarci a bocca aperta, travolti e affascinati dalla loro stessa intrinseca natura.






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