Luis Sepùlveda, il cantastorie dei buoni sentimenti

Il nostro omaggio allo scrittore cileno che ci ha insegnato a volare...

Un’anima come quella di Luis Sepúlveda potrà anche aver lasciato questo mondo, ma il suo lascito continua a vivere. È questo l’incanto della parola scritta, che - se ben scritta - non è mai depositata una volta per tutte, ma risuona continuamente nella mente e nel cuore di tanti lettori…

Così è la scrittura di Luis Sepùlveda, un campo pieno di emozioni e di buoni sentimenti, dove scoprire (o riscoprire) l’importanza di vivere per qualcosa. Con le sue storie, simili a parabole, Sepùlveda ha incantato, educato, ispirato intere generazioni di tutto il mondo. È il prodigio di una scrittura semplice e diretta, “visiva”, che affonda le radici nella “magia della realtà” e fluisce inarrestabile trasformando ogni aspetto della vita in racconto.

Molte parole si potrebbero spendere – e molte se ne sono spese in questi giorni – sulla vita di Luis Sepùlveda (4 ottobre 1949 - 16 aprile 2020) mai separata dalla scrittura: l’impegno politico, la spinta ecologista, la ribellione (“un vero ribelle conosce la paura ma sa vincerla”), l’amore ai tempi della guerra, i viaggi (“un modo di vivere con intensità”), la lotta per la libertà, i sogni e gli ideali (“solo sognando e restando fedeli ai sogni riusciremo a essere migliori, e se noi saremo migliori, sarà migliore il mondo”)…  Si considerava cittadino prima di tutto il resto, con un forte senso di responsabilità e una radicata percezione di quello che è o dovrebbe essere il bene comune. E nessuno poteva fermare la sua penna, sempre pronta a denunciare il male, l’ingiustizia, sempre al fianco dei più deboli, degli emarginati, degli invisibili, dei dimenticati (“La buona notizia è che la storia vera è stata la storia dei perdenti perché i vincenti si sono fatti riscrivere la storia a modo loro. È a noi scrittori che tocca dare voce ai dimenticati”). Persino nella scrittura era democratico, utilizzando il linguaggio della gente così da rendere i suoi romanzi fruibili da tutti (“si possono scrivere grandi romanzi con parole da venticinque dollari ciascuna, ma veramente encomiabile è scrivere lo stesso romanzo con parole da venti centesimi”).

Direi che il miglior modo per conoscere questo eccezionale cittadino-scrittore sia proprio attraverso i suoi romanzi. Nel famoso romanzo Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volarec’è tutto il cielo terso dell’amore incondizionato, trionfante su ogni macchia nera di petrolio che vorrebbe invischiare i rapporti dentro logiche utilitaristiche e dentro pregiudizi e paure infondati. Il romanzo ci educa al confronto tra “diversi” e al superamento delle apparenze  e del conformismo. Ci dà anche l’opportunità di scoprire valori quali l’empatia, la generosità, la solidarietà, il rispetto dell’ambiente, in grado di migliorare ogni cosa. E quando l’uomo chiederà a Zorba il senso della sua avventura, il gatto risponderà: «…vola solo chi osa farlo».  Poi c’è “Il grande libro delle favole”, una raccolta di cinque favole destinate ai bambini, ma con una profonda valenza anche per gli adulti. «Come in quelle antiche, nelle mie favole  – dichiarò lo scrittore sono sempre protagonisti animali, e questo ti permette di vedere da lontano il comportamento umano per comprenderlo meglio».  E ancora, “Il vecchio che leggeva romanzi d’amore” è un viaggio poetico e suggestivo nei meandri della foresta amazzonica attraverso gli occhi di un uomo che si nutre di storie e vive nel rispetto della natura e dei suoi segreti. Ne “Il mondo alla fine del mondo” troviamo tutta la passione ecologista dello scrittore cileno dentro l’avventura di un giornalista legato a Greenpeace nei Mari del Sud in difesa delle balene. “La lampada di Aladino” ci restituisce ancora una volta la convinzione che certi sentimenti aiutino ad affrontare le asprezze dell’esistenza: l’amicizia, la comprensione, il rispetto per la dignità degli individui, per la natura, per la diversità. E sono solo alcune delle opere, che hanno il pregio di essere senza tempo; veri e propri insegnamenti di vita.

In aggiunta segnalo “Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza” già contenuta ne “Il grande libro delle favole" ed ora disponibile gratuitamente anche online come audiolibro adatto a tutte le età. Una storia memorabile per riflettere sull'importanza della nostra percezione e gestione del tempo, proprio in queste giornate in cui il tempo pare essersi fermato…

Le lumache che vivono nel prato chiamato Paese del Dente di Leone, sotto la frondosa pianta del calicanto, sono abituate a condurre una vita lenta e silenziosa, a nascondersi dallo sguardo avido degli altri animali, e a chiamarsi tra loro semplicemente «lumaca». Una di loro, però, trova ingiusto non avere un nome, e soprattutto è curiosa di scoprire le ragioni della lentezza. Per questo, nonostante la disapprovazione delle compagne, intraprende un viaggio che la porterà a conoscere un gufo malinconico e una saggia tartaruga, a comprendere il valore della memoria e la vera natura del coraggio, e a guidare le compagne in un’avventura ardita verso la libertà.






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