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20 Nov 2020


Tre libri dedicati a luoghi “custodi e promotori di sapere”

Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti” XXXVIII edizione 2020. Cerimonia di premiazione sabato 28 novembre in diretta sui social dell’Associazione.

I tre libri vincitori della XXXVIII edizione 2020 del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti” ci conducono in luoghi molto diversi tra loro, accomunati dalla funzione di custodire e tramandare un sapere prezioso: si tratta dei volumi “Nel castello delle storie. Montagne, ghiacciai, foreste da oggi al 1778” di Marco Albino Ferrari (Ulrico Hoepli Editore, 2019), vincitore nella sezione “Alpinismo: imprese, vicende storiche, biografie e guide”, “Flower Power. Le piante e i loro diritti” di Alessandra Viola (Giulio Einaudi Editore, 2020), selezionato nella sezione “Ecologia e paesaggio”, e “Tipoteca. Una storia italiana” a cura di Silvio Antiga (Antiga, 2019), scelto nella sezione “Artigianato di tradizione”.

La Giuria ha scelto inoltre di assegnare due Premi speciali a due volumi filosofici: “I paesaggi delle Alpi. Un viaggio nelle terre alte tra filosofia, natura e storia” dell’antropologo alpino Annibale Salsa (Donzelli Editore, 2019) e “Un’etica della Madre Terra. Come prendersi cura della Casa comune” del teologo brasiliano Leonardo Boff (Castelvecchi Editore, 2019); da un lato lo sguardo laico sul paesaggio alpino, dall’altro quello di un’“eco-teologia della liberazione” basata su un nuovo rapporto tra umanità e natura.

Assegnato quest’anno anche il Premio Honoris Causa, che è destinato all’imprenditore e stilista Brunello Cucinelli, il “re del cachemire” che a Solomeo, frazione di Corciano (Perugia), ha riportato in vita l’artigianato tessile locale.

La cerimonia di premiazione, che tradizionalmente si svolge al Parco Gambrinus di San Polo di Piave (Treviso), quest’anno potrà essere seguita a distanza: sarà trasmessa alle ore 16.00 di sabato 28 novembre nel canale YouTube e nella pagina Facebook del Premio. Non mancheranno gli interventi dei vincitori, così come non sarà disatteso il momento più emozionante della cerimonia, lo spoglio dei voti della Giuria dei quaranta lettori, composta da personalità provenienti da vari ambiti della società civile scelte nel Triveneto, che assegnerà il Super Premio “La Voce dei Lettori” di 3.000,00 euro ad uno dei tre vincitori delle altrettante sezioni di gara.

 

I VINCITORI

Nel castello che racchiude la storia dell’alpinismo. “Nel castello delle storie. Montagne, ghiacciai, foreste da oggi al 1778”, il libro dello scrittore e giornalista milanese Marco Albino Ferrari, curatore del progetto Cast “Il Castello delle Storie di Montagna” sviluppato al Castel Masegra di Sondrio, ci porta a conoscere dodici differenti vicende umane andando a ritroso lungo la linea del tempo, da oggi, epoca della “postmodernità”, fino ad arrivare al momento in cui tutto è iniziato, al “primo alpinista non riconosciuto della storia”. Che ci si muova tra le sale del castello o che si scorrano le pagine del volume, è evidente il tema che tutto unisce: il viaggio (anche interiore) compiuto dall’uomo in età moderna nella natura estrema.

Sulla sequoia di Julia e attraverso Pando, il Trembling Giant. La giornalista scientifica romana Alessandra Viola, nominata nel 2019 ambasciatrice della natura dal Centro Parchi Internazionale, con Flower Power. Le piante e i loro diritti” ci guida a conoscere ad osservare da vicino i più eccezionali “luoghi vegetali”, come la sequoia che fece da casa all’attivista Julia “Butterfly” Hill per oltre due anni o l’incredibile Pando (noto anche come Trembling Giant, gigante tremulo), una foresta millenaria situata nello Utah, composta da 47 mila piante di pioppo tremulo americano geneticamente tutte uguali. Ecosistemi indispensabili per la sopravvivenza di tutti, esseri viventi che necessitano di essere riconosciuti e tutelati come gli esseri umani e gli animali: “Piante e animali nascono uguali davanti alla vita e hanno gli stessi diritti all’esistenza”, sostiene l’autrice, che stila una Carta dei diritti degli alberi rilevando che “le piante sono gli esseri viventi più numerosi sul pianeta Terra, costituiscono circa il 96% di tutto ciò che è vivo”. Non solo, esse hanno intelligenza, apprendimento e memoria. Sono organismi viventi niente affatto inferiori. E hanno molto da insegnarci.

Nel mondo dei caratteri tipografici. È trevigiana la terza storia sul podio e ci conduce in un luogo di sapere artigianale: raccontata in “Tipoteca. Una storia italiana”, a cura di Silvio Antiga, ripercorre i venticinque anni di un luogo che è archivio, collezione, museo, laboratorio, e oggi un consolidato punto di riferimento internazionale per la cultura tipografica, nel quale viene conservato e tramandato l’ingegno dei tipografi artigiani e artisti. “Noi che questa storia l’avevamo vissuta intensamente non potevamo assistere indifferenti alla dispersione del sapere e dell’ingegno degli artisti artigiani che ci avevano preceduto. La tipografia ci aveva permesso di esprimere la nostra passione, di vivere e dare lavoro a tante persone. Non potevamo disconoscere le nostre origini e la valenza di tanta storia: sentivamo di dover saldare un debito di riconoscenza nei confronti del nostro mestiere”, si ricorda nell’accurato volume fotografico.

 

PREMI SPECIALI DELLA GIURIA

I due volumi scelti per il Premio Speciale – “I paesaggi delle Alpi. Un viaggio nelle terre alte tra filosofia, natura e storia” dell’antropologo Annibale Salsa e “Un’etica della Madre Terra. Come prendersi cura della Casa comune” del teologo brasiliano Leonardo Boff – con sguardo e focus differenti, indagano il rapporto uomo-paesaggio evidenziando la necessità di una nuova “consapevolezza culturale unita ad una coscienza morale” (come la definisce Salsa) o di un atteggiamento comune di “comprensione, compassione e amore” (come scrive Boff). Salsa indaga il paesaggio alpino, mettendo in luce una profonda separazione fra la dimensione naturale e la dimensione culturale; Boff estende lo sguardo alla Terra Madre, la Casa comune, concludendo che “La nostra missione è prenderci cura di ciò che esiste, custodire il patrimonio naturale e culturale comune, in maniera che la biosfera continui ad essere un bene dell’intera vita e che sia di fatto la Casa comune degli umani e di tutti gli esseri generati dalla Madre Terra”.






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