Il Parco di Villa Lattes rivive ospitando "Apollo e Dafne"

L’evento, in programma domenica 25 giugno alle 21.00, consente di riannodare un filo di storia importante per la dimora nobiliare, riportando la musica barocca nel giardino che l’ultimo proprietario, l’avvocato Bruno Lattes, amava riempire di note con piccoli concerti. L’opera scelta per l'occasione segue il principio "green", in quanto collocata nel verde, in un contesto quanto più vicino allo scopo e al luogo per cui fu concepita da Georg Friedrich Händel.

Aspettando la grande riapertura, prevista per l’autunno, la settecentesca Villa Lattes di Istrana, Treviso, dopo un lungo e accurato restauro, domenica 25 giugno alle 21.00 ospiterà Apollo e Dafne di Georg Friedrich Händel, quarto e ultimo concerto del Festival Baroque Experience, organizzato da Antiqua Vox con il patrocinio e la collaborazione del Comune di Treviso, Comune di Asolo, Comune di Castelfranco e Comune di Istrana.

Riportare la musica barocca nel giardino dell’avvocato Abramo Bruno Lattes (1887 – 1953) significa far rivivere un’anima importante della villa veneta, riannodando un filo di storia: l’ultimo proprietario, a cui essa deve il nome, fu infatti un grande appassionato dilettante di musica. Nel giardino della dimora di Istrana Lattes – che ha anche raccolto oltre ai carillon e agli automi per i quali è celebre, anche una pregevole collezione di strumenti antichi, tra i quali il raro clavicembalo di fine Seicento appena restaurato grazie all’impegno di Antiqua Vox –  aveva espressamente dedicato un angolo alla musica, dove organizzava piccoli frequenti concerti.

Il parco incontra la musica. Nel parco di Villa Lattes la musica barocca, tuttavia, non è certo una sconosciuta ma solo una compagna che mancava da molti anni. L’aveva introdotta l’ultimo proprietario, Bruno Lattes, che una volta ritiratosi della carriera forense si era dedicato alla valorizzazione della dimora di famiglia, della quale già negli anni Trenta aveva risistemato il giardino antistante seguendo l’impianto planimetrico del Massari e mantenuto quello sul retro a brolo, coltivato a vigna e frutteto.

Il giardino per l’avvocato Lattes, uomo che accostava ad una solida e riconosciuta professionalità un approccio alla vita gaudente, era uno spazio in cui dedicarsi alle proprie passioni, prima fra tutte quella per la musica, che lo accompagnava sin da ragazzo. Fu un grande appassionato dilettante di musica, che traduceva il suo amore sia nel collezionismo di strumenti e oggetti musicali (carillon e automi) antichi e rari sia nell’organizzazione di piccoli frequenti concerti nel parco. Vi era un luogo preciso in cui Lattes amava suonare con gli amici ed era la parte più esterna del brolo, accanto al cancello, dove è collocata una scultura con figure musicali.

«L’appuntamento di domenica - Enzo Fiorin e Mariagrazia Gasparini, rispettivamente sindaco e assessore alla cultura del Comune di Istrana, che ha appena concluso il restauro di Villa Lattes - è una grande opportunità per ricreare l’atmosfera e il fervore culturale che animava il parco negli anni in cui vi abitò Bruno Lattes, ultimo proprietario privato della villa. Sarà l’occasione per rispolverare una pagina importante della storia della dimora, in attesa di poterne svelare altre con la riapertura nei prossimi mesi».

La musica incontra il parco. Apollo e Dafne, che vede nel duplice ruolo di direttore dell’Orchestra Giovanile Barocca di Treviso ed esecutore Vittorio Ghielmi, uno dei più importanti suonatori di viola da gamba a livello mondiale per la prima volta nella Marca trevigiana, Mauro Borgioni nei panni di Apollo e Marta Radaelli in quelli di Dafne, sarà un’opera green, perché green è il mito raccontato, che si integrerà e fonderà con lo splendido contesto circostante.

L’opera racconta infatti il mito di Apollo e Dafne, nel quale il dio che volle sfidare Eros fu punito con una freccia nel petto e con un amore non corrisposto per la bella ninfa che, volendo a tutti i costi sottrarsi da quella passione a senso unico, invocò la madre Gea che ne ebbe pietà e la trasformò in un lauro. Non solo, essa è una serenata, una tipologia di opera concepita proprio per i luoghi aperti, per i parchi.

«L'uso di una scenografia naturale, il ricorso al solo suono acustico e ad un'illuminazione light, l'uso di candele secondo la prassi barocca e la scelta di vestire i personaggi con costumi green, composti di erbe e foglie vere, realizzati da Raptus & Rose di Belluno - spiega Elena Filini, coordinatrice artistica di Antiqua Vox - guarda ad un uso sostenibile della performance musicale e recupera la forma dell'en plein air che spesso ha favorito il nascere di un teatro da camera basato su temi arcadici e di ispirazione mitologica».

Anche il pubblico è invitato a sentirsi parte dell’opera e della natura della villa indossando un dettaglio floreale o naturale.

Per informazioni: www.antiquavox.it; tel. 0422 442504 o 345 7096696






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