Musica

27 Lug 2020


Jaco Pastorius, la rivoluzione sul filo dell’impossibile

“La musica è l’unica cosa che tiene il pianeta insieme”

Una carriera fulminea, passata quasi in sordina ma che ha rivoluzionato profondamente l’intero panorama musicale: se mi chiedessero di definire l’importanza di Jaco Pastorius, rinnovatore del basso elettrico e della musica jazz e fusion, probabilmente lo definirei con quelle parole. In fondo, gli è bastato un coltello e un pennello per dare inizio ad una nuova era…

John Francis Anthony “Jaco” Pastorius III nasce il 1° dicembre 1951 a Norristown, in una famiglia di origini tedesche e scandinave: il padre Jack, batterista, fin dalla prima infanzia incoraggia i tre figli ad accompagnarlo nei suoi spettacoli ma solamente Jaco si dimostra entusiasta della cosa a tal punto da continuare a suonare lo strumento del padre, che nel 1959 si separa dalla madre ma non dai figli. Imparate le basi della chitarra da autodidatta, forma il primo gruppo a 13 anni e dopo appena due anni acquista il primo basso elettrico. Nel 1962 inventa il primo fretless, ovvero il basso elettrico privo di tasti sul manico: tra il ’69 e ’74 viene chiamato a suonare in Florida e come turnista nei locali e nel tour americano dei C.C. Riders. Con l’incisione del primo disco nel 1975 diviene noto al grande pubblico e l’anno dopo si unisce ai Weather Report, con i quali inciderà diversi album poi dischi d’oro, pur sprofondando nelle dipendenze e in comportamenti sempre più eccessivi, che lo portarono ad essere escluso dal gruppo. Dopo un secondo album solista e l’elezione a miglior bassista jazz del mondo, intraprende un nuovo tour col suo gruppo “Word Of Mouth Big Band”, che scioglie dopo pochi mesi. Sempre più sopraffatto dai debiti e dalle dipendenze, lascia il mondo della musica fino al 1986, quando riprende come turnista in Europa. Muore tragicamente il 21 settembre 1987, al termine di un concerto dell’amico Carlos Santana.

Pur avendo trascorso una vita ed una carriera colma di alti e bassi, quella di Jaco Pastorius è stata certamente una delle più magiche performance nella storia della musica: forte di un carattere estroverso e molto scherzoso, matura un approccio nuovo ed innovativo sia con il suo strumento principe – il basso elettrico – e la musica jazz (che coniugò poi in fusion, funky e world fusion music); Joe Zawinul (ex leader dei Weather Report) disse che: “C'era della magia in lui, lo stesso tipo di magia che c'era in Jimi Hendrix...”.

Pratico di tecniche come il muting e degli armonici artificiali, Pastorius ridefinì il ruolo del basso all’interno della composizione, che portò da semplice strumento di accompagnamento a vero e proprio solista, unendo melodie, accordi, armonici ed effetti percussivi (ben espressi nelle esibizioni live tanto quanto in diversi brani studio quali Teen Town, Portrait of Tracy, The Chicken, Donna Lee e molti altri); fu molto apprezzato anche come arrangiatore, qualità apprezzata sia ai tempi dei Weather Report che successivamente: la musicalità fresca e giovanile delle sue melodie – perlopiù strumentali – avevano come soli effetti quelli di rapire il pubblico e divertirlo allo stesso tempo.

Il basso elettrico uno strumento marginale? Scoprendo quest’artista dal tocco leggero e ritmico cambierete idea per sempre. Ci vorrà solo un po’ di pazienza, giusto il tempo di farsi rapire…








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