Musica

13 Lug 2020


La Banda Celta Danzante: l’Irlanda ai confini del mondo

Se è vero che la musica dilata il tempo trasformandosi in eternità, allo stesso modo sono convinto che possa anche far diventare centinaia di migliaia di chilometri una distanza talmente ravvicinata da palesarsi fra i polmoni ed il cuore: nel caso della Banda Celta Danzante dev’essere proprio così; portare l’Irlanda, la magia del suo folclore e delle sue melodie nel cuore del Cile.

Il gruppo, per quanto poco si sappia, nasce a Santiago del Cile, capitale del Paese, nel 2003 dall’incontro di cinque giovani musicisti accomunati dalla passione per la world music e la musica strumentale d’ispirazione celtica: Cristina Toledo (violino), Magdalena Pacheco (bodhràn, darbuka), Pedro Ortúzar (gaita, uilleann pipe), Francisca Sanchez (tin whistle, flauto irlandese) e Sebastián Garrido (chitarra) in breve tempo creano un repertorio dall’inconfondibile impronta irlandese, il che li porta ad esibirsi in tutto il Cile e nelle vicine regioni argentine.

La biografia certo non lascia molto spazio a riconoscimenti ed elogi di spessore, ma da grande appassionato di musica celtica ed irlandese (di cui ho parlato raccontando i Flook e marginalmente dei World of Omnia e Faun) riconosco a questo gruppo un merito particolare: pur avendo caratterizzato la propria identità musicale, all’interno dei singoli brani si possono udire e riconoscere diverse influenze regionali (Galizia, Bretagna, Irlanda) le quali, in un’alchimia apparentemente naturale, danno vita ad uno stile unico, energico, frizzante.

La completa assenza di testi, i ritmi via via sempre più sostenuti, la chitarra solleticante a cui si unisce il saliscendi del violino, l’incalzante ritmo del bodhràn, la gaita, la fisarmonica così “popolana” e il melodioso ghirigoro dei pifferi fanno sì che la musica della Banda Celta Danzante sia viva, animata; non a caso l’intenzione dichiarata del gruppo è quella di far si che la gente non si fermi solo a fruire della musica, ma ne diventi anche parte. Come? Danzando, ovviamente!

La danza e il legame con la Terra: queste le uniche ispirazione del gruppo cileno il quale negli anni, ha saputo dar prova di grande estro e abilità anche nell’ambito della musica etnica (perlopiù espressa ritmicamente); la vitalità della natura, che risale i nostri corpi sbocciando in allegria, diventa spirito di comunità, di unione generazionale e perché no, anche un modo per divertire adulti e bambini attraverso il movimento che, secondo Andrew Taylor Still, padre della disciplina osteopatica, è Vita, perché la Vita stessa è movimento.

Certamente un gruppo da scoprire, anche se solo con un click: fatevi portare dai venti delle nazioni celtiche perché sono tutte affacciate sul mare, l’unico ad esser sempre lo stesso, e verdi come quella Natura che dovremmo sempre più chiamare Casa.








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