LA MUSICA COME REINCARNAZIONE: THE WORLD OF OMNIA

“Il Mondo sta MORENDO, ci dispiace essere così diretti, ma è vero. Miliardi di scimmie mutanti hanno sovrappopolato il pianeta e sono diventati completamente pazzi; come specie abbiamo bisogno di chiudere quella bocca e ascoltare cosa la Natura ci sta dicendo, la razza umana ha bisogno di CAMBIARE. OMNIA prova a dare volume alle voci delle creature selvagge e avvertire le altre scimmie prima che sia troppo tardi”.

Con queste parole, il gruppo di paganfolk neoceltico con base nei Paesi Bassi, introduce i suoi fan alla filosofia principale di quello che non è solo un progetto musicale affermato, ma un vero e proprio principio di vita condiviso e testimoniato da due dei tre membri fissi. Steve Sic (tin whistle, doppio flauto, bodhrán, chitarra, arpa celtica e bouzouki irlandese) e la moglie Jenny (arpa celtica, tastiere, dulcimer, organo e bodhràn) dal 1996 portano in tutta Europa i loro ideali da “Musickal EarthWarriors” letteralmente Guerrieri musicali del pianeta Terra; ad accompagnarli Joe Hennon alla chitarra. Rifacendosi alle loro comuni passioni per la natura, il neopaganesimo e la musica celtica, hanno da sempre testimoniato la grandezza del Creato come una vera propria entità mistica sempre onnipresente nelle loro canzoni.

Uno degli aspetti caratterizzanti questo gruppo, oltre al particolarissimo look dei vari membri, è il modo inusuale e fortemente coinvolgente di fare musica. L’aspetto tribale (quasi primitivo) delle loro danze e costumi, fa sì che ogni ascoltatore si senta completamente immerso nel mondo selvaggio di cui essi sono messaggeri.

L’aspetto perciò più caratterizzante nel loro stile musicale è il forte attaccamento ad ogni tipo di melodia, da qui infatti il nome Omnia, ovvero “tutto” in latino. Priva di un’identità musicale definita, la loro musica mira a far rivivere la musica strumentale tradizionale con l’ausilio di strumenti folk e preistorici (come il digeridoo o le percussioni), il tutto per conferire un aspetto più “selvaggio”, primitivo.

Dal punto di vista dei temi, gli Omnia concentrano la loro poetica sul rapporto fra uomo e ambiente. Esempio più celebre è l’album Musick & Poëtree (2011) ricco di denunce aperte contro il mondo sulla via dell’autodistruzione. La perla di quest’album, e uno dei loro brani maggiormente noti, è senza dubbio I Don’t Speak Human, la cruda ed aperta verità vissuta ogni giorno dagli animali di tutto il mondo. Senza farsi mancare nemmeno qualche termine troppo diretto, gli Omnia arrivano direttamente nel cuore della questione, addolcendola sempre grazie al fitto miscuglio di ritmo e melodia che invoglia chi fruisce ad entrare direttamente nell’animo selvatico della Terra. Una riscoperta di se stessi come esseri del mondo.

Le prime volte che li ascoltai, pensai subito che fossero uno di quei gruppi celtic da festival ma addentrandomi sempre più nella loro musica ho capito che più di un progetto musicale gli Omnia sono un manifesto in favore della Natura, messaggeri di lupi, foreste ed animali. Moderni Ermes danzanti attorno al cerchio di fuoco.






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