LE CORDE RACCONTANO: STEVE VAI

Alla scoperta di uno dei chitarristi più espressivi e talentuosi al mondo

Il suo nome è nell’olimpo chitarristico mondiale, uno dei volti più innovativi della frontiera rock e fusion del secolo: parliamo oggi del grande Steve Vai, annoverato fra i più grandi della chitarra elettrica del nostro tempo.

Di origini italiane, Steven Siro Vai, nasce il 9 giugno 1960 e sin dalla giovinezza dimostra subito una forte passione per la musica, che lo porta nel 1981 a diventare traduttore e poi chitarra solista di Frank Zappa; notevole è la sua capacità tecnica e le complicatissime partiture lo aiutano a migliorarsi. Tra gli anni ’80 e ’90 collabora anche con importanti gruppi e artisti rock tra i quali David Lee Roth, gli Alcatrazz, i Whitesnake, il già citato Frank Zappa, Ozzy Osbourne, i Motörhead, Eros Ramazzotti e moltissimi altri artisti. Partecipa inoltre al progetto denominato G3 (fondato da Joe Satriani, che unisce i tre “più grandi chitarristi al mondo”).

La fama di Steve Vai è legata principalmente alla musica strumentale per chitarra che egli stesso compone e produce. Incoraggiato da Zappa, trova nel suo mondo musicale moltissimi spunti e occasioni per far brillare la sua scintilla nel panorama internazionale, e in pochi anni regala ai fan grandi brani come For The Love Of God, The Crying Machine, Building The Church e la più celebre Tender Surrender.

Apprezzato per la tecnica e le capacità innovative, Steve Vai è inoltre molto ammirato per l’intensità e l’espressività dei suoi assoli, sempre molto creativi e comprendenti diversi generi contemporaneamente. Non è strano sentirlo cambiare diverse scale di note, distorcere il suono fino a far parlare e ridere la sua chitarra, quasi volesse dare vera e propria vita alla Musica; il mix tra rock, heavy metal, jazz, prog e fusion risultano quindi un cocktail molto forte per l’ascoltatore che, se prima è incuriosito dalla melodia, poi rimane abbagliato dalla tempesta di note proveniente da quell’unico strumento.

Caratteristiche salienti dei suoi brani sono sicuramente i continui riferimenti al mondo mistico: solamente ascoltandolo si percepisce facilmente l’estremo legame fra la sua musica e la sfera mistica nascosta dentro ognuno di noi. I titoli, molto originali e quasi incoerenti, risultano determinanti nel momento in cui l’ascoltatore si immerge totalmente in se stesso, magari chiudendo gli occhi, e si lascia trasportare laddove Steve Vai mira ad arrivare: al totale coinvolgimento emotivo e psicologico. La molteplicità di tecniche diverse fanno sì che chiunque possa ritrovarsi in una canzone e perciò apprezzare ancora di più quella musica, che all’infuori del titolo, non ha bisogno di altre parole. Una musica che a tratti sembra alzarsi sulle proprie gambe, muoversi e respirare da sola.

Steve Vai è inoltre proprietario della Favored Nations, una compagnia di registrazione impegnata nel sostegno dei nuovi talenti e artisti di alto profilo in tutto il mondo; appassionato di apicoltura, ogni anno vende il suo miele (dal nome The Fire Garden Honey) destinando tutto il ricavato in beneficenza, per opere a favore dell’ambiente. Davvero un artista dai mille volti.






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