Musica

25 Ott 2021


Marcloger: dopo la fiducia, è tempo di ritrovare la libertà

Marcello Calogero è un cantautore coneglianese attivo da oltre trent’anni nel panorama musicale. Lo abbiamo conosciuto nell’ultimo numero della nostra rivista (QualBuonVento #12). In quell’occasione si è presentato come “Marce” e ci ha raccontato il suo singolo “Fidarsi di te”. Una canzone, una missione: salvare il mondo dalla paura, recuperando la fiducia reciproca. Oggi, a distanza di tempo, Marcello torna a trovarci con delle novità…

Marcello Calogero è un cantautore coneglianese attivo da oltre trent’anni nel panorama musicale. Lo abbiamo conosciuto nell’ultimo numero della nostra rivista (QualBuonVento #12): In quell’occasione si è presentato come “Marce” e ci ha presentato il suo singolo “Fidarsi di te”. Una canzone, una missione: salvare il mondo dalla paura, recuperando la fiducia reciproca. Oggi, a distanza di tempo, Marcello torna a trovarci con delle novità…

Marcello, cos’è cambiato da quando ci siamo lasciati?

Come accennavo alla fine dell’intervista nel nostro ultimo incontro dello scorso luglio, dopo aver ritrovato lo spiraglio di luce in fondo al tunnel attraverso un simbolico viaggio spaziale, supportati quindi ora dal rinnovato sentimento di fiducia, l’ambizione è divenuta quella di lasciarsi alle spalle lo stato d’animo di passiva accettazione e di divenire piuttosto attori di una ripartenza, con una gran voglia di rivincita. Naturalmente ciò implicava ed implica tutt’ora riappropriarsi, pur gradatamente, della libertà di fare. Questo è il tema del mio nuovo singolo, pubblicato sotto nuovo nome: da “Marce” a “Marcloger”. Da molto tempo pensavo infatti fosse necessario adottare uno pseudonimo breve ed efficace che rappresentasse di più il mio nome e cognome per intero. In pratica mi sono detto: “Perché non scrivere musiche e parole più in sintonia con i tempi senza perdere la mia identità?”.  

Come mai il cambiamento è arrivato proprio in questo momento?

Ripartenza – ricostruzione – rinnovamento, e così via; tutti noi oggi sentiamo questa urgenza, e possiamo esserne protagonisti. Anch’io, nel mio piccolo, ho pensato di reinventarmi e di rinnovarmi. Quale migliore occasione di quella che stiamo attualmente vivendo? Sono sempre stato convinto che nella vita non si deve mai avere paura di ricominciare ma essere piuttosto sempre pronti a rimettersi in gioco, chi mi conosce bene sa che in passato l’ho già fatto.

Cosa ci dici del tuo nuovo singolo e del suo messaggio?

Sotto la spinta al rinnovamento, ecco che arriva il progetto discografico “Lasciaci”, che vuole essere un’invocazione di libertà ed allo stesso tempo una reazione positiva alla “situazione” pandemica ed alle conseguenti numerosi restrizioni subite negli ultimi 18 mesi.
Il brano si dispiega attraverso molteplici richieste, appunto, di libertà, fino a giungere addirittura alla richiesta di poter versare lacrime, ma a quel punto lacrime di felicità, perché saranno semplicemente espressione di gioia per un rivincita tanto desiderata quanto cercata e finalmente raggiunta. 
Per rappresentare, a modo io, tutto ciò, ho realizzando anche un nuovo videoclip, utilizzando la metafora della prigione con la porta aperta; un porta che fino a ieri non si poteva varcare, se non mettendo a repentaglio la vita propria e quella altrui, ma che ora si oltrepassa con convinzione e con la felicità di poter celebrare, insieme, un nuovo inizio. È un auspicio.







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