Musica e acqua: un connubio soltanto, i Between Music

Nella vita di tutti i giorni parlano danese, ma quando si esibiscono non dicono mai una parola: i Between Music non solo non ne hanno bisogno, ma diventerebbe fisicamente molto impegnativo per loro… Perché? Provate voi a cantare sott’acqua, dove suonare uno strumento è assolutamente un’esperienza iper-sensoriale!

Il progetto Between Music nasce da un’idea di Laila Skovmand, musicista e direttrice artistica, e Robert Karlsson, direttore e musicista innovativo, più di dieci anni fa, verso la fine del 2007. Spinti dalla volontà di creare una musica nuova, diversa e assolutamente unica, artisticamente, tecnicamente e addirittura scientificamente, hanno basato tutta la loro esperienza e il loro talento per dare all’umanità nuove sonorità, considerate da molti sottotono, eppure mai banali e infinitamente aldilà dei confini dell’immaginabile. Cosa ho voluto raccontare con questo prologo così celebrativo? Semplicemente il principio che spinge un gruppo di musicisti a tenere interi concerti sott’acqua, con tanto di strumenti.

Grazie all’ibrido fra musica, performance dal vivo, arti visive e nuove tecnologie, questi strani e coraggiosi musicisti hanno davvero qualcosa in più: non solo capacità polmonare, ma anche uno spirito innovativo che ha richiamato in poco tempo ingegneri, neuro scienziati e addirittura esperti di arti visive. Laila Skovmand (voce e idrolofono), Robert Karlsson (violino e cristallofono), Nanna Bech (voce e rotacorda), Moran Le Bars (percussioni) e Morten Poulsen (batteria), accompagnati dal suond designer Roman Komar e dall’ingegnere delle luci Rune Haiken Tønnes, hanno tenuto centinaia di concerti in tutta Europa, emergendo per le grandi abilità musicali e per l’interessante concetto che sta dietro al progetto Between Music.

Grazie al loro spettacolo più famoso chiamato “Acquasonic”, il gruppo ha potuto incantare migliaia di persone e inquietarne molte altre: a primo impatto la loro musica sembra un canto di balena, una distorsione fatta male di un suono qualsiasi. Ma a vedere i musicisti impegnati nella sottile arte del suonare tutto prende un’immagine diversa: la presenza sott’acqua mette a repentaglio la loro stessa vita, e in questo comportamento si denota tutta la dedizione che solo i musicisti possono conoscere: mettere la propria intera vita al servizio della Musica, che ne assorbe anche l’anima e li rende una parte viva e pulsante dello strumento.

Da parte mia, non nego di esser rimasto ultra sorpreso la prima volta che ho visto il trailer di Acquasonic, poi però ho capito la filosofia che più di altre ispira questa particolarissima presenza nella scena musicale e artistica internazionale: l’acqua è Vita, e quale modo migliore di dimostrarlo se non con la Musica, che per i musicisti non è solo suono, ma Vita? Buon ascolto a tutti!








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