Musica

10 Nov 2017


<Oh, vita!> Il grande ritorno di Lorenzo Jovanotti

Un Jovanotti nuovo, più essenziale, immediato, tornato alle origini ma con maggiore maturità e consapevolezza.

A tre anni dall’uscita di “Sabato”, è uscito oggi, per Universal Music, il nuovo singolo di Jovanotti, “Oh, vita!”, che anticipa il nuovo album di inediti in uscita il 1 dicembre con un produttore d’eccezione: il leggendario Rick Rubin (che per la prima volta ha accettato di lavorare a un disco italiano, non cantato in inglese).

“Oh vita!” è un pezzo vero, che sorprende perché essenziale, nudo e crudo, autentico e immediato come tutto il nuovo album che sarà caratterizzato dalla mancanza di “decorazioni” e dall’intensità che arriva dritta al cuore delle persone. È un Jovanotti tornato alle origini, ma con più maturità e consapevolezza; un Jovanotti nuovo, che non è mai stato così Lorenzo.

«Ho pensato subito che “Oh, vita!” sarebbe stato il primo singolo di questo album - ha dichiarato il cantautore - e non ho mai dato a nessuna delle altre canzoni la possibilità di essere il brano che anticipasse l'album». Perché “Oh, vita!” racchiude tutto ciò che Lorenzo è: l’amore per la vita in tutte le sue forme, infinite sfaccettature che solo un animo sensibile è in grado di cogliere; il ritmo stracciato, viscerale che scandisce ogni passo, energia pura, gioia di vivere; la semplicità, scene di vita reale e onirica a un tempo, stupore fanciullesco per le piccole cose, pienezza di vita. 

«Come posso io non celebrarti vita, oh vita», e come possiamo noi non celebrare quelle parole che nel flow del pezzo attraversano un'esistenza intera, quella personale e musicale di Lorenzo – «uomo paleolitico d’impatto mostruoso» che non ha «radici, ma piedi per camminare», «un cantautore con la lingua come una percussione che batte dove duole il dente, dove passa la gente».

Il testo, poi, è una costellazione di citazioni, addirittura “Ho visto un re” (ah beh sì beh) di Fo e Jannacci, e la più commovente di tutte, quando canta «e se sarà femmina si chiamerà...» lasciando che a dire «Futura» sia la vera voce campionata di Lucio Dalla, come se nessuno meglio di lui potesse dirlo, e a quel punto la canzone addirittura si ferma, giusto il tempo di rispettare la voce di Dalla, senza sporcarla in alcun modo, e poi riparte col suo ritmo che pompa vita e cibo per l’anima.

Anche il video, girato da YouNuts, è un tuffo dentro l’esistenza di Lorenzo Cherubini, uno street video semplice, vero, in bianco e nero, che rappresenta senza trucchi la storia del cantautore romano, come se fosse la storia di uno di noi.

«Volevo che questa canzone fosse raccontata da un video che mi connettesse con qualcosa di mio, che fosse un mio fatto personale, un “mio filmino” - ha spiegato Jovanotti -. Per questo ho pensato alla mia vita, alle mie origini. E per questo ho scelto Roma, dove ho vissuto per i miei primi 20 anni. Adesso in quella casa non ho più nessuno, è vuota e pronta per una nuova famiglia, e ho chiesto al portiere del palazzo, che conosco da sempre, se mi faceva entrare a filmare la mia finestra, questa che è stato il mio panorama tutti i giorni per 20 anni. Nel video non c’è nostalgia, ma c’è molto amore e gratitudine per una storia, un luogo e le persone che mi legano a quel posto. Abbiamo girato proprio nel mio quartiere e volevo che si sentisse la verità profonda di questa canzone perché in tutto questo nuovo lavoro e forse per la prima volta completamente senza nient’altro, sono Lorenzo. Non “faccio” Lorenzo, lo sono per davvero. Dopo aver compiuto 50 anni mi sono accorto che il nome “Jovanotti", che avevo scelto quando ne avevo 19, ora è perfetto e così sono tornato nei luoghi dove me lo sono inventato».

Che dire poi della copertina dell’album? Una foto di Lorenzo, col volto serio, consapevole, umano ma sempre un po’ selvaggio, e nient’altro. Semplice, senza fronzoli, vero. Insomma, questo nuovo lavoro di Lorenzo Jovanotti profuma di sincerità, di cambiamento, di coraggio, ma anche dell'euforia di chi ha compiuto un viaggio, e magari, errando, ha anche un po’ errato, ma a volte perdersi può servire per ritrovarsi. E questo grande ritorno ne è la prova: un puzzle che finalmente ricompone tanti pezzetti di vita vissuta con un unico filo conduttore: l’amore per la musica, l’amore per la vita.








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