Storie

11 Ago 2020


Carlo Acutis, modello di santità giovanile

Verrà beatificato il prossimo 10 ottobre.

Nato nel 1991 a Londra, dove i genitori si trovavano per motivi di lavoro, Carlo Acutis morì il 12 ottobre 2006 a Monza, a soli15 anni, a causa di una leucemia fulminante. Si interruppe così d’improvviso una parabola in ascesa, ricca di aspettative.

Rampollo di una famiglia di primo piano del mondo finanziario italiano, adolescente prestante, dal carattere vivace e particolarmente socievole, Acutis era un ragazzo che, come si suol dire, avrebbe potuto fare di tutto nella vita. Ma Dio aveva su di lui un piano diverso.

«La sua fama di santità è esplosa a livello mondiale, in modo misterioso – spiegava qualche tempo fa monsignor Ennio Apeciti, responsabile dell’Ufficio delle cause dei santi dell’arcidiocesi di Milanocome se Qualcuno, con la “Q” maiuscola, volesse farlo conoscere. Attorno alla sua vita è successo qualcosa di grande, di fronte a cui mi inchino».

Carlo avvertì molto presto nella sua vita il richiamo della fede: con un permesso speciale, fece la Prima Comunione a sette anni, e per tutta l’adolescenza una devozione profonda quanto precoce accompagnò le sue giornate, sempre scandite da messe, rosari e momenti di adorazione eucaristica.  Considerava l’Eucaristia la sua “autostrada verso il Cielo”. A 14 anni allestì una mostra sui Miracoli Eucaristici che oggi è rimasta online e ha avuto un successo inaspettato, anche all’estero (da settembre nel nostro portale online apriremo una nuova rubrica dedicata proprio ai Miracoli Eucaristici).

Oltre che sportivo, Carlo era un patito d’informatica, in grado di comprendere testi complicatissimi di ingegneria informatica, meravigliando tutti. Mise al servizio di chi gli stava intorno, compagni di scuola in primis, queste sue capacità. Disabili, stranieri, bambini poveri trovavano in lui un amico.

Tra i coetanei brillava per la virtù della purezza. Padre Roberto Gazzaniga, gesuita, incaricato della pastorale dell’Istituto Leone XIII, storica scuola della Compagnia di Gesù a Milano, ricorda così l’eccezionale normalità di Acutis, arrivato al liceo classico nell’anno scolastico 2005-2006: «L’essere presente e far sentire l’altro presente è stata una nota che mi ha presto colpito di lui». Allo stesso tempo era «così bravo, così dotato da essere riconosciuto tale da tutti, ma senza suscitare invidie, gelosie, risentimenti. La bontà e l’autenticità della persona di Carlo hanno vinto rispetto ai giochi di rivalsa tendenti ad abbassare il profilo di coloro che sono dotati di spiccate qualità». Carlo inoltre «non ha mai celato la sua scelta di fede e anche in colloqui e incontri-scontri verbali con i compagni di classe si è posto rispettoso delle posizioni altrui, ma senza rinunciare alla chiarezza di dire e testimoniare i principi ispiratori della sua vita cristiana». “La nostra meta deve essere l’infinito, non il finito”, amava dire il ragazzo. Il suo era «il flusso di un’interiorità cristallina e festante che univa l’amore a Dio e alle persone in una scorrevolezza gioiosa e vera. Lo si poteva additare e dire: ecco un giovane e un cristiano felice e autentico».

Grazie al suo esempio e al suo carisma anche il domestico di casa Acutis, un induista di casta sacerdotale bramina, decise di chiedere il battesimo. In ospedale, posto di fronte alla morte, nella tenerezza dei suoi 15 anni, Carlo disse: «Offro tutte le sofferenze che dovrò patire al Signore, per il Papa e per la Chiesa, per non fare il purgatorio e andare dritto in paradiso». Scrisse un giorno questa frase: “Tutti nasciamo come degli originali, ma molti muoiono come fotocopie”. Non fu certo il suo caso.

Il corpo di Carlo è stato sepolto al Santuario della Spogliazione di Assisi. Appena trascorsi i cinque anni previsti dalle norme canoniche, la diocesi di Milano diede inizio alle fasi preliminari del processo di beatificazione. Il 5 luglio 2018 papa Francesco lo dichiarò venerabile. E a giugno di quest’anno, proprio mentre il nostro Paese cominciava a fatica ad uscire dalla dalla pesante situazione sanitaria, sociale, lavorativa che tutti conosciamo, è arrivata come un raggio di sole la notizia della beatificazione, che avverrà il prossimo 10 ottobre alle ore 16 nella basilica papale di San Francesco ad Assisi.

Nella sua lettera Christus vivit, rivolta a tutti i giovani di tutto mondo, papa Francesco lo ha presentato come modello di santità giovanile nell’era digitale, e proprio in virtù della sua buona frequentazione della Rete è stato proposto come patrono di Internet.






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