Ginettaccio: storia di un uomo giusto

Quando dietro un campione sportivo si nasconde un grande uomo

24 gennaio 2020 – Ponte di Piave (TV): questa sarà la prima data di un tour che porterà lo spettacolo degli artisti trevigiani in diverse regioni oltre al Veneto e cioè in Trentino Alto Adige, Lombardia, Piemonte, e Toscana.

In “Ginettaccio”, spettacolo scritto a quattro mani da Paolo Perin e Giovanni Betto, si vuole raccontare come nei momenti più bui della storia, anche se fievole, rimane accesa la fiammella della compassione umana grazie a donne e uomini giusti.

Durante gli anni del secondo conflitto mondiale il regime fascista inizia la persecuzione nei confronti degli ebrei italiani e porta l’Italia intera nel buio più nero della guerra. Donne e uomini giusti, tra i quali Gino Bartali tennero viva la compassione umana e in svariati modi traghettarono il paese intero verso un nuovo e lungo periodo di pace.

Partendo dal racconto dell’infanzia e dell’ascesa sportiva di Bartali si arriva a raccontare la storia (sconosciuta fino alla sua morte) del suo straordinario e silenzioso lavoro, speso per salvare la vita di centinaia di ebrei.

In “Ginettaccio” la straordinaria storia del ciclista toscano, viene recitata e cantata con tinte leggere e poetiche, intrecciando vicende sportive e umane e raccontando il complesso contesto storico degli anni quaranta del secolo scorso. Il racconto si snoda non tanto mettendo in scena Gino Bartali in prima persona, ma attraverso la voce di Giorgio Goldenberg, ebreo, che durante la guerra era ancora un ragazzino e se ne stava nascosto nella cantina di una delle case di Gino Bartali, insieme ai genitori e alla sorella più piccola.

«Mi è piaciuta moltissimo – commenta l’ex campione del mondo di ciclismo Maurizio Fondriest dopo aver visto la prima teatrale – nonostante conoscessi già la storia di Bartali lo spettacolo ha suscitato il mio interesse e quello del pubblico in sala: riesce a raccontare le sue gesta sia sportive ma soprattutto quelle umane in maniera forte e coinvolgente.

Grazie anche a compagnie teatrali come questa, mi auspico che venga divulgato sempre più questo lato della vita del “Ginettaccio” che in pochi conoscono».

«Da 9 anni portiamo in giro "La notte" di Elie Wiesel – spiega Giovanni Betto – ma sia io, sia Paolo, stavolta volevamo fare una svolta di 180 gradi: non più parlare del male, bensì volgersi al bene. Nella convinzione che volgere lo sguardo al bene sia più fecondo che concentrarsi sul male. E allora abbiamo cercato una storia, forte, che andasse in quella direzione. E abbiamo incontrato Gino».

«Dopo anni di spettacolo che parla dell’orrore dei campi di concentramento – conferma Paolo Perin – volevamo affrontare la stessa questione però da un lato diverso, da un lato che mettesse in evidenza la corresponsabilità in tutta questa vicenda del popolo italiano e anche che la analizzasse un po’ dalla parte di coloro che hanno tenuto la speranza accesa: la speranza che si poteva ripartire in un modo diverso per un periodo di pace. E Bartali è stato uno di questi. Noi pensiamo sia un messaggio che valga anche adesso che siamo in un periodo un po’ conflittuale, c’è bisogno di gente che non si schieri con le bandiere ma che abbia sempre al centro la compassione tra gli uomini.”

Venerdì 24 gennaio “Ginettaccio: storia di un uomo giusto” andrà in scena presso l’Auditorium della Scuola Primaria in Via Nicolò Tommaseo 1 a Ponte di Piave (TV) a partire dalle ore 20.45. L’evento è organizzato dall’Associazione Culturale Flumen di Ponte di Piave in collaborazione con Luisa Trevisi – idee che danno spettacolo.






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