Giulia Maria Crespi, fondatrice del FAI - Fondo Ambiente Italiano

Seppe essere un’anticipatrice sui temi ambientali, dedicando la propria vita all’ambiente e all’agricoltura biodinamica

L’Associazione Premio Letterario Giuseppe Mazzotti, organizzatrice del Premio Gambrinus Giuseppe Mazzotti, ricorda con stima e cordoglio Giulia Maria Crespi, fondatrice del FAI - Fondo Ambiente Italiano, scomparsa ieri domenica 19 luglio a 97 anni. A Giulia Maria Crespi, grande anticipatrice per quanto riguarda le tematiche ambientali, come lo fu anche Giuseppe Mazzotti, l’Associazione conferì nel 2012 il Premio Honoris Causa, che la signora non poté tuttavia ritirare personalmente, partecipando alla serata conclusiva della XXX edizione a San Polo di Piave (Treviso), a causa di un improvviso ricovero ospedaliero 

Questa la motivazione del riconoscimento: “Per aver dedicato buona parte della propria vita alla tutela del patrimonio storico-artistico e dell’ambiente, nonché all’agricoltura biodinamica già a partire dagli anni Settanta, in un periodo in cui ancora non ci si interrogava – né tanto meno preoccupava – di questi temi.

Era infatti il 1975 quando la signora Mozzoni Crespi pensò di istituire il Fondo Ambiente Italiano (FAI), sul modello del National Trust inglese, un’organizzazione privata con milioni di iscritti che protegge e restaura dimore e monumenti. Oggi il FAI è arrivato a 80 mila soci e ad una quarantina di beni restaurati, in parte regolarmente aperti al pubblico, risultato di un percorso condotto con intuito, passione e grande determinazione e della capacità di coinvolgere gli italiani, trasferendo la consapevolezza che il patrimonio del nostro Paese appartiene a tutti. Intuitiva e coraggiosa la signora Mozzoni Crespi lo è stata anche quando, nel 1974, ha deciso di adottare l’agricoltura biodinamica nella propria azienda, Le Cascine Orsine, dedita alla produzione di riso. Oggi la tenuta è diventata simbolo e scuola in Italia di questo metodo di coltivazione profondamente rispettoso della terra e dei suoi equilibri”.

Il pensiero dell’imprenditrice molto si avvicinava a quello di Bepi Mazzotti, che nel corso della sua vita si schierò sempre a favore della tutela e della valorizzazione del territorio e delle testimonianze di valore sorte in esso e capaci di identificarlo e renderlo riconoscibile, come le ville venete.






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