Storie

28 Nov 2019


Il solighese don Alfonso Donadel nel libro di Drusian

Verrà presentato sabato 30 novembre alle 16.30 a Soligo. Sarà presente anche il Vescovo Corrado Pizziolo.
Dopo il grande successo di pubblico della prima presentazione avvenuta ad Arzeri di Salgareda lo scorso 9 novembre, con 500 persone presenti per l’evento, arriva nel paese natale di Soligo il volume di Otello Drusian su Don Alfonso Donadel (1914 – 2004), per oltre quarant’anni amato parroco di Arzeri e personalità di riferimento per tutta la comunità ecclesiale e civile di quel territorio.
Si intitola “Umili, Attenti e Devoti. Don Alfonso Donadel parroco di Arzeri. Cenni storici sulla parrocchia di San Lorenzo in Bidoja” (La Piave Editore) il libro di cui è autore l’appassionato di storia locale Otello Drusian, nativo di Fossalta Maggiore: verrà presentato sabato 30 novembre alle ore 16.30 nel centro parrocchiale di Soligo; promotori dell’incontro la parrocchia, il Circolo Noi e l’Istituto Diocesano Beato Toniolo. Le Vie dei Santi, patrocinatore del libro, in collaborazione con i comuni di Farra di Soligo e di Salgareda.
Il programma, coordinato dal direttore scientifico del “Beato Toniolo”, Marco Zabotti, prevede il saluto dei rappresentanti delle due amministrazioni comunali, e gli interventi del parroco don Brunone De Toffol, dell’autore Otello Drusian, del direttore de “La Piave Editore”, Renzo Martin. A seguire le testimonianze di nipoti e pronipoti di don Donadel, di Giovanni Bottega e di persone di Arzeri che hanno conosciuto don Alfonso. Gli intermezzi musicali saranno a cura di Cristiana Dal Toè.
Da sottolineare l’annunciata presenza del Vescovo di Vittorio Veneto, monsignor Corrado Pizziolo, che già in occasione della presentazione di Arzeri aveva fatto pervenire un messaggio di apprezzamento per l’iniziativa agli organizzatori.
Al termine dell’evento di Soligo, nella stessa sede, il parroco don Brunone presiederà la messa prefestiva alle 18.30 con preghiera di suffragio per l’anima di don Alfonso, a 15 anni dalla morte.
In merito al volume, per il racconto di storie inedite del passato e la raccolta delle fotografie di famiglia hanno collaborato il nipote omonimo residente a Soligo, Alfonso Donadel, e la figlia Elisabetta, a testimoniare il legame inscindibile di stima e di affetto con il loro congiunto sacerdote, pastore d’anime che ha sempre portato in vita il senso profondo delle sue radici e della sua appartenenza alla comunità solighese. Nato il 4 aprile 1914 a Soligo e morto il 6 aprile 2004 nella Casa Papa Luciani di Santa Lucia di Piave, dov’era ospite da alcuni anni, don Alfonso Donadel è un figlio speciale della terra del Quartier del Piave, del paese di Soligo di cui conservava i più bei ricordi d’infanzia e da dove partì giovanissimo per il Seminario diocesano. Ordinato sacerdote nella Cattedrale di Vittorio Veneto nel 1939, fu prima cappellano a Campodipietra, Chiarano e Bibano, quindi parroco a Stabie, nel bellunese, dal 1948 al 1957, e poi da allora e fino al 1998, per più di quarant’anni, guida pastorale dell’amatissima Arzeri, in comune di Salgareda.
«In questo volume – scrive nella presentazione Marco Zabotti – leggiamo la caparbia, paziente, indomita ricerca e la volontà di Otello Drusian di raccontare la vita di un sacerdote straordinario per la sua fede e la sua umanità, che ha saputo essere fra la sua gente testimone credibile della duplice fedeltà a Dio e ai fratelli, costruttore di comunità, rigoroso ministro della Chiesa e dei suoi precetti e allo stesso tempo intelligente e convinto innovatore in ambito pastorale e sociale.
Tanti episodi, mille racconti, fatti vissuti che diventano memoria di don Alfonso e memoria di Arzeri, con un paese che si ritrova a condividere, a sollecitare il passato, a far uscire dalle menti e dai cuori la vita piena che fu e che ritorna in questo volume con la sua capacità feconda di dire quello che eravamo un tempo, in semplicità, e che oggi ci ritroviamo ad essere perché figli di quella storia incancellabile».
Da evidenziare nella seconda parte del libro i testi a cura di Maria Teresa Tolotto, che, con la sua sapiente e assidua consulenza storica e la sua grande passione per la bellezza degli archivi, ha coadiuvato l’autore nella ricostruzione delle antiche vicende riguardanti il sito della parrocchia di San Lorenzo in Bidoja, oggi scomparso.
«“Umili, Attenti e Devoti” è un libro necessario: la storia esemplare di un sacerdote nativo di Soligo – conclude Zabotti – che incontra, guida e ama la piccola parrocchia di Arzeri, nella bassa diocesi di Vittorio Veneto, diventa emblema e paradigma di quanto significhi la fede cristiana che dà senso, sale, luce e lievito alla vita delle persone, si fa compagna di strada, fontana del villaggio, esperta in umanità. Grazie a queste pagine, oggi, siamo tutti più lieti, uniti e riconoscenti».            





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