L’esempio di vita di Pietro Furlan

A lui dedicata la sala riunioni dell’Istituto Beato Toniolo.

«… L’impegno civile, sociale, culturale e religioso che ha caratterizzato tutta la vita di Pietro Furlan merita davvero di non essere dimenticato, ma ricordato e indicato, con stima e riconoscenza, anche alle nuove generazioni. In particolare, voglio sottolineare il suo impegno e la sua dedizione a divulgare e approfondire la conoscenza della figura e dell’opera di Giuseppe Toniolo. In questo senso l’Istituto Beato Toniolo l’avrà sempre accanto come esempio e stimolo ma anche – questa è la nostra speranza – come intercessore …».

Le parole importanti e significative contenute nel messaggio inviato per l’occasione dal Vescovo Corrado Pizziolo, lette all’inizio della cerimonia svoltasi nell’aula magna del Collegio Vescovile Balbi Valier, sono state accolte da tutti i presenti con un grande applauso, a testimoniare la stima, l’affetto e la riconoscenza per la persona e l’opera del commendator Pietro Furlan, nel giorno del terzo anniversario della morte.  In effetti, non c’erano dubbi sulla considerazione e la gratitudine della comunità pievigina verso l’ex sindaco e assessore provinciale. E le tante presenze e il calore di tutti i partecipanti all’evento di ricordo di sabato 18 gennaio, promosso dall’Istituto Diocesano Beato Toniolo. Le vie dei Santi, insieme all’Azione Cattolica di Pieve e al Collegio Balbi Valier, lo hanno sicuramente confermato.

Davanti a familiari e congiunti del compianto insegnante e uomo pubblico, diverse persone hanno parlato e detto bene di Pietro Furlan, in rappresentanza delle istituzioni e delle associazioni del territorio da lui guidate e animate in tanti anni. Lo hanno fatto il sindaco di Pieve, Stefano Soldan, e il consigliere delegato della Provincia, Mauro Fael. Poi, per l’Azione Cattolica, il vice presidente parrocchiale Sergio Pansolin e il vice diocesano per il settore adulti, Gino Sutto. Ancora, il presidente dell’Ente Ecclesiastico Balbi Valier, Stefano Zanin, che insieme al direttore generale Stefano Uliana e all’incaricato Marco Pasquon ha collaborato con generosità ed efficacia per l’organizzazione della cerimonia.

Si è aggiunto il presidente dell’Associazione Musicale Toti Dal Monte, Giancarlo Nadai, affiancato dal presidente emerito dell’Associazione Amici di Don Mario Gerlin, Adriano Bellè. Infine, sono seguiti gli interventi di Giovanni Tel, anima del Premio Civilitas di Conegliano, assegnato a Furlan nel 2013, e del presidente della sezione Artiglieri di Pieve di Soligo, Fabio Decet, accompagnato da una folta delegazione con gagliardetti delle sezioni pievigina, di Mosnigo Moriago e di San Pietro di Feletto. Molto apprezzate la presenza dei sindaci emeriti Antonio Padoin, Gianpietro Tittonel e Giustino Moro e di rappresentanti di fondazioni e associazioni appartenenti alla nuova rete culturale in terra Unesco “Vite illustri Pieve di Soligo”, anche con le incaricate di segreteria Tiziana Zanon e Bruna Follador, e le esecuzioni musicali offerte in sala da Matteo Carniato e Francesco Bernardi, del gruppo Naam.

«Siamo qui per ricordare insieme e dire grazie per gli insegnamenti e l’opera instancabile di Pietro Furlan al servizio del bene comune – ha concluso l’incontro in aula magna il direttore scientifico del “Beato Toniolo”, Marco Zabotti, promotore e coordinatore dell’iniziativa, portando anche il saluto del presidente Diego Grando – e per trarre  nuove motivazioni e slanci per il futuro dal suo esempio di cristiano buono, coerente, libero e forte, sempre ispirato ai grandi ideali di Giuseppe Toniolo e Francesco Fabbri».

La cerimonia è proseguita nello stesso complesso del Balbi Valier nella sede dell’Istituto Beato Toniolo, dove è stata dedicata proprio a Pietro Furlan la sala riunioni nella quale è ora posizionata la “storica” scrivania personale del compianto primo cittadino di Pieve, un dono espressamente voluto dai familiari, come ha sottolineato il figlio Giuseppe, mentre anche il nipote Giuseppe Munari ha  rivolto parole di stima per il congiunto e di gratitudine per l’evento del ricordo.

A conclusione, i partecipanti si sono recati in Duomo per la messa di suffragio presieduta dall’arciprete monsignor Giuseppe Nadal, animata dalle esecuzioni di docenti e allievi dell’Istituto Musicale “Toti Dal Monte” e di solisti della Piccola Orchestra Veneta – all’organo Margherita Boatin, violini Giancarlo Nadai, Andrea Bet, Elia D’Errico e Sofia Boatin, soprano Loredana Zanchetta – salutate alla fine da un grande applauso corale.






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