Storie

11 Dic 2020


Padre Giovanni Sessolo

I ricordi di Padre Pacchin e del sindaco Collet.

Cordoglio nella diocesi di Vittorio Veneto per la scomparsa di padre Giovanni Sessolo, religioso dei frati Servi di Maria, 94 anni, venuto a mancare proprio nel giorno della Festa dell’Immacolata, e ora sepolto nella tomba di famiglia a Codognè.

Nato il 15 gennaio 1926 a Visnà di Vazzola, entrò nel noviziato dei Servi di Maria a Isola Vicentina nell’agosto 1943 ed emise la prima professione il 24 agosto 1944. Dopo la professione solenne emessa nel 1947, venne ordinato sacerdote il 10 marzo 1951. Alla sua morte, Padre Sessolo aveva quindi compiuto quasi 95 anni di vita, 76 di vita religiosa e 69 di servizio sacerdotale.

Durante la sua vita di frate Servo di Maria fu inviato, subito dopo l’ordinazione, come missionario in Cile, dove fu Priore della comunità di S. Teresita a Santiago e direttore del locale collegio fino al 1960. Trasferito poi alla comunità di Montevideo in Uruguay, qui fu priore e parroco e direttore del collegio. Nel 1967 ottenne di potersi dedicare allo studio della teologia per aggiornarsi dopo il Concilio Vaticano II: a Roma conseguì la Licenza in Sacra teologia presso la Pontificia Facoltà teologica Marianum.

Nel 1970 fu nominato Segretario provinciale delle Missioni e a queste si dedicò per vari anni accogliendo i missionari al loro rientro in Italia, visitando con frequenza i loro parenti e curando la pubblicazione del bollettino missionario La Missione della Madonna e i suoi Servi.

Nel 1982 fu nominato priore e parroco a Follina (TV), dove rimase fino al suo trasferimento nel 1988 a Udine nel santuario della Beata Vergine delle Grazie con gli stessi uffici. Fu poi priore e parroco a Mestre nella parrocchia della B. V. Addolorata dal 1991 al 1996, quando il convento venne chiuso. Nominato di nuovo Priore a Udine, vi rimase fino al 2003, quando venne trasferito al santuario della Madonna di Pietralba (BZ). Nel 2009 fu nominato Priore nella comunità Istituto Missioni. Nel 2012 fu trasferito alla comunità di S. Maria di Monte Berico, dove rimase fino all’aprile di quest’anno quando trovò accoglienza all’infermeria provinciale dell’Istituto Missioni. Padre Giovanni lascia una grande testimonianza di fede, di impegno pastorale e di umanità, e un ricordo vivissimo di tutto il bene profuso nella sua instancabile azione al servizio della Chiesa, dove ha sempre stimato e valorizzato il ruolo dei cristiani laici e il significato profondo del rinnovamento conciliare. 

«Era un uomo sempre attivo e che fino all’ultimo ha coltivato tanti interessi - afferma commosso il priore provinciale padre Lino Pacchin, dal Santuario di Monte Berico - Ha vissuto 94 anni in pienezza, e di lui resterà viva nei nostri cuori l’immagine luminosa di una vocazione sacerdotale e religiosa donata a tutti senza riserve».

Indelebile è la traccia che ha lasciato in particolare a Follina, molto attento alla dimensione pastorale e anche alla cura e alla manutenzione delle strutture dell’antica abbazia. Proprio per questo suo amore alla basilica follinese, a settembre 2017 il religioso scomparso aveva partecipato con grande gioia alla cerimonia di inaugurazione della nuova casa di accoglienza e spiritualità “Foresteria Santa Maria”.

Al periodo del suo servizio a Follina risalgono sia il suo incarico di insegnante di religione nell’Istituto “Da Collo” di Conegliano, sia la sua generosa organizzazione dei soggiorni estivi presso il santuario mariano di Pietralba (Bolzano), proseguiti per diversi anni con il felice coinvolgimento di un folto gruppo di follinesi.

«Era intelligente, disponibile e aperto al dialogo, e grazie a lui la nostra comunità civile ha sempre trovato una bellissima intesa con quella ecclesiale - sottolinea Mario Collet, sindaco di Follina attuale e anche negli anni di padre Sessolo - e proprio di recente mi aveva fatto molto piacere ritrovarlo in un suo soggiorno estivo nella nostra abbazia. Come segno di gratitudine per la sua opera tra noi, saremo presenti ai funerali in forma istituzionale anche con il nostro gonfalone».

Prezioso e sempre tanto apprezzato il suo servizio pastorale: in particolare, a conferma della sua generosità, fino a pochi mesi fa padre Giovanni è stato confessore nella basilica vicentina e trascorreva tante ore in dialogo con i fedeli.

Molto legato anche ai fratelli defunti Angelo e Anna, padre Sessolo lascia nel dolore i fratelli religiosi padre Pietro, dei Missionari Verbiti in Trentino, e suor Maurina, delle Figlie di San Giuseppe del Beato Caburlotto, oggi a Spinea dopo aver prestato a lungo servizio a Vittorio Veneto, Giacinto, già sindaco di Codognè, e Daniele, con le rispettive famiglie, e gli amati nipoti Sessolo e Dal Ben. «È stato un riferimento sicuro per tutti, una colonna portante, un religioso di straordinaria umanità - ricordano i familiari - capace di entrare in dialogo, di consigliare, capire, aiutare e incoraggiare, con leggerezza, equilibrio e saggezza, senza mai giudicare».






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