RICORDO DI L.A.PARRAVICINI

Serravallese d’adozione, consacrato dal “Giannetto” come autorità pedagogica molto influente nello spazio culturale e politico italiano primo ottocentesco. Oggi - sabato 8 ottobre - l'omaggio di Serravalle Viva.

Prima di Pinocchio e prima di Cuore, i bambini leggevano il Gianneto, opera che ottenne il premio di miglior libro di lettura morale ad uso dei fanciulli. Per quarant’anni (a partire dalla data della prima edizione, 23 dicembre 1835), fu assunto da tutte le scuole italiane come principale sussidiario per l’istruzione di base, proprio per la sua caratteristica di conciliare esercizi di lettura, istruzione morale e nozioni elementari di storia, geografia, scienze naturali, igiene, macchine e mestieri, etc. L’autore di quest’opera originale - che fu uno tra i maggiori successi editoriali del suo secolo con cento edizioni raggiunte - fu un serravallese d’adozione: Luigi Alessandro Parravicini (1797-1880), patriota e pedagogo cui è dedicata l'omonima scuola a Serravalle.

L’associazione “Serravalle Viva” lo ricorderà oggi - sabato 8 ottobre - alle 16.30 nella chiesa di San Giuseppe, la cappella del cimitero di Sant’Andrea, dove Parravicini si trova sepolto. L’Associazione ha voluto rendergli omaggio riportando alle condizioni originali la sua tomba. L’espletato lavoro di restauro sarà presentato questo pomeriggio, appunto, assieme all’opera commemorativa redatta da Giampiero Zagonel e pubblicata dall’associazione “Serravalle Viva” in collaborazione con l’editore De Bastiani.

Attraverso il profilo bio-bibliografico tracciato da Zagonel, veniamo a conoscere un personaggio molto vicino a noi, che ha segnato la storia italiana. Nato a Milano nel 1797, Parravicini arriva a Serravalle nel 1865, quando ormai è già famoso e con una lunga carriera ricca di soddisfazioni alle spalle. Nella prima metà dell’Ottocento, infatti, egli è un personaggio di primo piano nella costruzione dell’Italia culturalmente unita e nella nascita di una delle principali istituzioni del Paese, la scuola. Particolarmente ispirato alle idee di Pestalozzi e di Rosmini, scrive, oltre al Giannetto, molti manuali per la formazione degli insegnanti. Seppur con meno decisa ispirazione e intonazione politica, ha parte importante nel moto educativo del Risorgimento, ricevendo incarichi rilevanti da parte del governo sabaudo. A Vittorio Veneto compare come regio professore in pensione nella qualità di preside interinale del Liceo Ginnasio. Viveva in quello che oggi è denominato Palazzo Piazzoni Parravicini, in via Calcada. A Vittorio fa parte anche del consiglio comunale, ed è presente quando – il 22 settembre 1866 – si  vota l’unione dei preesistenti comuni di Ceneda e Serravelle da cui nasce Vittorio Veneto. Muore il 4 agosto 1880. Celibe e senza eredi diretti, Luigi Alessandro Parravicini dona la sua biblioteca alla città di Vittorio Veneto e destina le sue sostanze all’istituzione di una struttura di ricovero e di un orfanotrofio; la sua casa diviene - ed è attualmente - proprietà del Comune di Vittorio Veneto, il quale, aprendola ad associazioni artistiche, culturali e ricreative, ne ha fatto un Centro Sociale.

 






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