Ruth Pfau, la "Madre Teresa" del Pakistan

Oggi avrebbe compiuto 90 anni. Medico e suora tedesca, dedicò oltre 22 anni della propria vita all’assistenza dei malati di lebbra in Pakistan, salvando decine di migliaia di persone.

Google ricorda oggi una grande donna del Novecento, che ha dedicato tutta la propria vita alla cura degli altri: Ruth Pfau.

Nacque il 9 settembre del 1929 a Lipsia, in Germania, in una famiglia protestante. Nel secondo dopoguerra fuggì dalla Germania dell’Est trovando riparo in quella dell’Ovest, e iniziò a studiare Medicina frequentando, negli anni Cinquanta, l’Università di Magonza. Terminati gli studi, un incontro impresse una svolta decisiva alla sua vita: l’incontro con una sopravvissuta cattolica ai campi di concentramento nazisti, che aveva deciso di dedicare la propria vita a predicare l'amore e la misericordia di Dio. La Pfau si convertì al cattolicesimo. Quattro anni dopo, rinunciando a una proposta di matrimonio ricevuta da un compagno di studi, entrò nella Famiglia del Cuore Immacolato di Maria, una congregazione di suore dedita principalmente all’istruzione e all’educazione dei giovani.

Compì diverse missioni nel sud dell’India, in Afghanistan e in Pakistan, dove venne a contatto con i numerosi casi di lebbra che interessavano la popolazione locale. Ruth Pfau aveva 31 anni quando decise di dedicare la propria vita al Pakistan e alla lotta contro l'epidemia di lebbra: «Non potevo credere che ci fossero esseri umani che vivevano in quelle condizioni». Più che per spirito umanitario, ciò che la convinse a dedicare la sua vita ai malati di lebbra fu l’urto che quotidianamente alcuni particolari volti, alcune specifiche persone provocavano nella sua vita. Un’urgenza, un non-poter-voltare-lo-sguardo-altrove. «Siamo come in un matrimonio pakistano – diceva – È stato un matrimonio combinato perché era necessario. Abbiamo sempre e solo combattuto l’uno con l’altro. Ma non abbiamo mai potuto divorziare, perché avevamo troppi figli». Oltre 50 mila.

Nel 1960 iniziò a lavorare in una piccola capanna nei pressi di Karachi, la città più popolosa del Pakistan. Insieme ad altri, lavorò alla fondazione del Centro per lebbrosi Maria Adelaide, che in breve tempo divenne uno dei punti di riferimento per i malati non solo del Pakistan, ma anche di diversi altri paesi confinanti. Negli anni, il Centro avrebbe poi esteso le proprie competenze, occupandosi anche di malattie come la tubercolosi e programmi di prevenzione contro le malattie della vista.

Nel 1979, quando aveva 50 anni, ricevette dal Ministero della Salute pakistano l’incarico di Consigliere federale sulla lebbra, un riconoscimento importante e che le consentì di esplorare altre aree del Pakistan e organizzare nuovi centri di cura. Finanziò buona parte delle proprie attività grazie alle donazioni, provenienti sia dal Pakistan sia dalla Germania. Nove anni dopo l’incarico governativo, Ruth Pfau ricevette la cittadinanza pakistana.

Nei suoi primi 35 anni di attività in Pakistan, la dottoressa conseguì notevoli risultati nel contrastare la lebbra. La malattia fu dichiarata sotto controllo nel paese dall’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 1996, con una riduzione da decine di migliaia di casi di lebbra all’anno a poche centinaia.

Pfau Ruth, nota come “la Madre Teresa” del Pakistan, morì il 10 agosto del 2017 a 87 anni, dopo essere stata ricoverata in un ospedale di Karachi per problemi respiratori. Il Pakistan le dedicò funerali di stato, con una cerimonia molto partecipata nella Cattedrale di San Patrizio di Karachi. Il suo ruolo nel ridurre i casi di lebbra e fornire assistenza ai pazienti fu riconosciuto dalla comunità musulmana del Pakistan.






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