TINA ANSELMI: UN ESEMPIO PER CHI FA POLITICA

Una vita spesa al servizio delle Istituzioni per il bene del Paese.

Oggi, alle 15.30, nel Duomo di Castelfranco Veneto, si celebrano i funerali di Tina Anselmi, morta nella notte tra lunedì 31 ottobre e martedì 1 novembre nella sua casa di Castelfranco.

In una nota il presidente del Consiglio Matteo Renzi dichiara che «Con Tina Anselmi scompare una figura esemplare della storia repubblicana». «Partigiana, sindacalista, impegnata nella vita politica e nelle istituzioni, prima donna ministro della storia italiana. Il suo impegno per le pari opportunità e contro la P2 e la sua personalità forte e discreta ne hanno fatto un esempio per chiunque creda alla politica come passione per la libertà», ricorda il premier e conclude: «Ai familiari il cordoglio mio personale e di tutto il governo».

Cattolica antifascista, Tina Anselmi, da ragazza, partecipò attivamente alla Resistenza: quando assistette all'ennesima strage perpetrata dai nazisti, capì che "per cambiare il mondo bisognava esserci". Quel momento segnò il suo ingresso nella lotta partigiana come staffetta e il suo successivo, generoso impegno in politica. Ci sono eventi nella vita di un singolo o di una collettività di fronte ai quali non si può stare semplicemente a guardare ma si deve intervenire e scegliere da quale parte stare. Tina Anselmi scese nell'arena politica come dirigente sindacale e parlamentare nella DC. Il 30 luglio 1976 fu nominata titolare del dicastero del lavoro e della previdenza sociale in un governo presieduto da Giulio Andreotti. Dopo aver ricoperto la carica di ministro del Lavoro, fu anche ministro della Sanità nel quarto e quinto governo Andreotti e legò il suo nome alla riforma che introdusse il Servizio Sanitario Nazionale. Nel 1981 fu nominata presidente della Commissione d’inchiesta sulla loggia massonica P2 (unica donna a capo di 42 uomini), orgogliosa – ricorda la sorella – di aver ricevuto tale incarico e di non essersi mai fatta condizionare da nessuno, tanto meno dalla paura.

«Un grande esempio di donna, di politica, di cittadina. Un esempio ineguagliabile – ha detto il sindaco di Castelfranco Veneto, Stefano Marcon –. Ha dato all'Italia, al mondo, un segno indelebile».

«Una donna veneta che ha scritto una pagina importante della storia del nostro Paese e di cui il Veneto deve andare orgoglioso» così la ricorda il presidente del Veneto, Luca Zaia. «In un periodo buio della Repubblica ha avuto il grande merito di porsi con la sua onestà e la sua correttezza al servizio delle Istituzioni» prosegue Zaia e conclude: «Al di là del merito di aver sempre mantenute saldissime le sue radici in un Veneto intriso, come lei, di forti valori popolari e solidaristici, al di là anche del riconoscimento a una giovanissima staffetta partigiana che lottò contro l’occupazione delle nostre terre, una dura Resistenza che le donne venete combatterono nelle case e nelle famiglie, vorrei qui rendere soprattutto omaggio al simbolo ante litteram dell’emancipazione femminile, all’antesignana del riconoscimento della donna in campo politico e sociale».

Insomma, le sue battaglie per le pari opportunità, il suo impegno per la legalità, il suo modo di fare semplice, schietto, onesto, fanno di Tina Anselmi un esempio per chiunque creda nella politica come passione posta a servizio della comunità e a difesa delle nostre libertà.

Di seguito, il Post trasmesso su Tg2000 il giorno della scomparsa.








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