Storie

07 Nov 2019


Un libro ricorda il solighese don Alfonso Donadel

Verrà presentato sabato 9 novembre alle 17 ad Arzeri di Salgareda
Per il racconto di storie inedite del passato e la raccolta delle fotografie di famiglia hanno collaborato con entusiasmo il nipote omonimo residente a Soligo, Alfonso Donadel, e la figlia Elisabetta, a testimoniare il legame inscindibile di stima e di affetto con il loro congiunto sacerdote, pastore d’anime che ha sempre portato in vita il senso profondo delle sue radici e della sua appartenenza alla comunità solighese. Si intitola “Umili, Attenti e Devoti. Don Alfonso Donadel parroco di Arzeri. Cenni storici sulla parrocchia di San Lorenzo in Bidoja” (La Piave Editore) il nuovo volume di cui è autore l’appassionato di storia locale Otello Drusian, nativo di Fossalta Maggiore: verrà presentato sabato 9 novembre alle ore 17 presso la Cantina Vigna Dogarina di Arzeri di Salgareda. Il programma dell’evento per il battesimo dell’ultima pubblicazione di Drusian – che ha già firmato libri recenti apprezzati sulle vicende e i personaggi importanti della zona opitergina e mottense – prevede il saluto dell’amministrazione comunale di Salgareda e della direzione della Cantina di Campodipietra, e a seguire gli interventi dell’autore, di Marco Zabotti, direttore scientifico dell’Istituto Diocesano “Beato Toniolo. Le vie dei Santi”, e di Maria Teresa Tolotto, responsabile dell’archivio e del museo del Duomo di Oderzo, coordinati da Claudio Rorato. Sarà letto anche un messaggio di saluto del Vescovo di Vittorio Veneto, monsignor Corrado Pizziolo.
Nato il 4 aprile 1914 a Soligo e morto il 6 aprile 2004 nella Casa Papa Luciani di Santa Lucia di Piave, dov’era ospite da alcuni anni, don Alfonso Donadel è un figlio speciale della terra del Quartier del Piave, del paese di Soligo di cui conservava i più bei ricordi d’infanzia e da dove partì giovanissimo per il Seminario diocesano. Ordinato sacerdote nella Cattedrale di Vittorio Veneto nel 1939, fu prima cappellano a Campodipietra, Chiarano e Bibano, quindi parroco a Stabie, nel bellunese, dal 1948 al 1957, e poi da allora e fino al 1998, per più di quarant’anni, guida pastorale dell’amatissima Arzeri, in comune di Salgareda.
«In questo volume che rende omaggio alla figura e all’opera di don Alfonso Donadel – scrive nella presentazione Marco Zabotti, direttore scientifico del “Beato Toniolo”, Istituto che dà il suo patrocinio all’iniziativa editoriale – leggiamo la caparbia, paziente, indomita ricerca e la volontà di Otello Drusian di raccontare la vita di un sacerdote straordinario per la sua fede e la sua umanità, che ha saputo essere fra la sua gente testimone credibile della duplice fedeltà a Dio e ai fratelli, costruttore di comunità, rigoroso ministro della Chiesa e dei suoi precetti e allo stesso tempo intelligente e convinto innovatore in ambito pastorale e sociale.
Tanti episodi, mille racconti, fatti vissuti che diventano memoria di don Alfonso e memoria di Arzeri, con un paese che si ritrova a condividere, a sollecitare il passato, a far uscire dalle menti e dai cuori la vita piena che fu e che ritorna in questo volume con la sua capacità feconda di dire quello che eravamo un tempo, in semplicità, e che oggi ci ritroviamo ad essere perché figli di quella storia incancellabile”.
L’evento per la prima uscita pubblica del libro su don Donadel rappresenta di fatto il prologo della manifestazione “Viaggio nel sacro tra Piave e Livenza. Fede, arte e musica nelle chiese del territorio”, promossa dall’Istituto “Beato Toniolo”, che nella giornata di domenica 10 novembre vedrà l’apertura di dieci luoghi sacri nell’area opitergina e mottense con la presenza e l’accoglienza di operatori culturali, l’illustrazione di simboli e opere da parte di esperti d’arte e alcuni intermezzi musicali a orario preciso eseguiti da solisti e sodalizi locali.
Da sottolineare nella seconda parte del libro – che ha il patrocinio anche del comune di Salgareda e si avvale della prefazione di don Stefano Taffarel  - i testi a cura di Maria Teresa Tolotto,  che con la sua sapiente e assidua consulenza storica, e la sua grande passione per la bellezza degli archivi, ha coadiuvato l’autore nella ricostruzione minuziosa delle vicende riguardanti nei secoli l’antico sito della parrocchia di San Lorenzo in Bidoja, oggi scomparso, altro importante capitolo di un territorio segnato e distinto da una storia lunga e feconda di fede e di popolo.   “Umili, Attenti e Devoti” è un libro necessario: la storia esemplare di un sacerdote nativo di Soligo – conclude Marco Zabotti nella sua presentazione - che incontra, guida e ama (amatissimo) la piccola parrocchia di Arzeri, nella bassa diocesi di Vittorio Veneto, diventa emblema e paradigma di quanto significhi la fede cristiana che dà senso, sale, luce e lievito alla vita delle persone, si fa compagna di strada, fontana del villaggio, esperta in umanità. Grazie a queste pagine, oggi, siamo tutti più lieti, uniti e riconoscenti”.            





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