UNA DONNA, UNA RIVOLUZIONE

Undici anni or sono, il 24 ottobre, si è spenta Rosa Parks, la donna che con un “no” cambiò per sempre la storia dei diritti civili.

L’accaduto risale al 1 dicembre 1955: a Montgomery, capitale dell’Alabama (U.S.A.), Rosa Louise McCauley Parks stava tornando a casa dopo una giornata di lavoro nella sartoria di un grande magazzino. Faceva molto freddo. Dopo aver atteso a lungo in piedi l’arrivo del bus, la donna sale e, non trovando posti liberi nel settore riservato agli afroamericani, decide di sedersi nella zona comune a neri e bianchi. Dopo alcune fermate, l’autista le chiede di alzarsi per far accomodare un passeggero bianco salito dopo di lei e rimasto in piedi. Al suo fermo e pacato rifiuto, il conducente chiede l’intervento della polizia. Così, Rosa Parks viene arrestata per condotta impropria, a causa del mancato rispetto delle norme segregazioniste allora vigenti che obbligavano i neri a cedere il proprio posto ai bianchi nei settori cosiddetti “comuni” qualora i posti riservati ai bianchi fossero occupati.

L’atto coraggioso, risoluto e non violento di Rosa Parks segna l’inizio di una protesta storica.  Quella stessa notte, Martin Luther King, insieme ad altre decine di leader delle comunità afroamericane, pone in atto una serie di azioni di rivolta, tra cui il boicottaggio dei mezzi pubblici (durato 381 giorni) da parte della comunità nera, cui hanno preso parte anche i tassisti afroamericani adeguando le loro tariffe a quelle dei bus; i neri cominciano così a reclamare la cancellazione di una norma odiosa e discriminatoria, che comprometteva persino la normale possibilità quotidiana di sedersi, come gli altri, su un autobus. Il 13 novembre 1956, la Corte Suprema degli Stati Uniti dichiara fuorilegge – perché incostituzionale – la segregazione razziale sui mezzi di trasporto pubblici. Da allora, Rosa Parks è considerata “The Mother of the Civil Rights movement”, la donna che, come disse Bill Clinton nel 1999 consegnandole un’onorificenza, «mettendosi a sedere, si alzò per difendere i diritti di tutti e la dignità dell'America».

Rosa Parks si è spenta per cause naturali il 24 ottobre 2005 a Detroit; aveva alle spalle 92 anni di vita per lo più spesa a battersi per la giustizia con dignità, coraggio, semplicità e fermezza. Ella è divenuta, perciò, il simbolo della lotta non-violenta contro il razzismo e la discriminazione. Dopo il suo arresto, ci sono stati molti progressi: gli afro americani hanno conquistato il diritto di non essere discriminati, di votare, di frequentare le università… ed è proprio sulla scia di questo cambiamento storico-culturale inaugurato da Rosa che è stato eletto il primo presidente nero degli Stati Uniti, Barack Obama, il quale, nel 2012, volle farsi fotografare seduto al posto di Rosa nel famoso bus che ancora è conservato all’Henry Ford Museum, vicino a Detroit. Ma in America, come in ogni parte del globo, si sa, per quanto ci si emancipi, la radice del pregiudizio è difficile da estirpare e il pericolo di erigere barriere fisiche e/o psicologiche è sempre dietro l’angolo. La lotta per i diritti è una lotta senza fine, e si svolge soprattutto attraverso le nostre parole e le nostre azioni quotidiane. Rosa è un modello sempre vivo di questo tipo di lotta per la dignità di ogni essere umano.

 

 






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