Una storia tutta da scrivere

Vent’anni fa moriva padre Mario Bornia

Sabato 5 agosto alle 18 nella chiesa di Santa Maria del Piave verrà ricordato, nel ventesimo della morte, padre Mario Bornia, francescano che è stato per 40 anni missionario in America del Sud. La S. Messa sarà presieduta da mons. Luigi Morao, vescovo emerito di Chalatenango (El Salvador).

È una storia tutta da scrivere quella di padre Mario. Una vita che, negli ultimi decenni, ha percorso con incredibile vitalità i solchi profondi della missionarietà in terra d’America. Chi lo ha visto laggiù ha potuto toccare con mano il grande lavoro svolto in silenzio, con tenacia incrollabile, forte della sua fede e abnegazione.

Nato a Santa Maria di Piave nel 1921, Mario Bornia andò in missione, per la prima volta, in Guatemala come fratello religioso. Vi restò fino al ’62, quando passò in El Salvador, dove fondò il seminario francescano di Janipero Serra a Planes de Renderos. Nel ’67 diede vita a un noviziato francescano in Costa Rica. Nel ’69 venne mandato tra le paludi salvadoregne affacciate sul Pacifico. Qui mise in piedi la parrocchia di San Luis La Heradura, realizzando la chiesa parrocchiale, un convento e altri edifici ancora presenti. Realizzò, inoltre, 20 cappelle disseminate in tutta la zona di Zacatecoluca, gestendo una realtà di 40mila anime. Acqua potabile, elettricità, impianti sportivi, ambulatori medici, due farmacie, ma anche strade e un municipio videro la luce sotto il suo impulso energico in un territorio ostile e in situazioni sociopolitiche non sempre favorevoli. Il 18 dicembre 1976 Mario Bornia venne ordinato sacerdote nella chiesa di Fatima a San Salvador. Cinque giorni dopo fece l’ingresso nella vicaria territoriale di San Luis La Heradura. Per la precarietà della salute fisica negli ultimi anni venne trasferito all’ufficio di parroco di San Rafael Arc. (La Paz). Morì il 9 agosto 1997 nell’infermeria dei francescani di Saccolongo (Pd).

Sebbene sia ritornato poche volte in Italia, padre Mario ha mantenuto un forte legame con il proprio Paese natale. L’allora parroco don Domenico Gava gli fece visita in Salvador, constatando di persona quale e quanto forte fosse il suo lavoro missionario. Tanto fu a San Luis La Heradura il suo fervore, reso manifesto in opere non solo materiali ma soprattutto spirituale, che il Comune nel 2014 ha intitolato a lui la via principale.






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