Viaggio in Russia, per non dimenticare

Nel gelido inverno russo... un gruppo di 11 persone percorrerà circa 200 chilometri a piedi nella steppa per rendere omaggio alle vite degli oltre 229mila soldati italiani mandati allo sbaraglio nella campagna di Russia durante la Seconda Guerra Mondiale.

La campagna di Russia (1941-43) è e rimane uno dei buchi neri della storia d’Italia, sia per come venne condotta, sia per i tragici effetti che si dovettero scontare. Il Corpo di Spedizione Italiano in Russia (CSIR) prima e l’Armata Italiana in Russia (ARMIR) dopo furono inviati in Unione Sovietica nell’ambito dell’Operazione Barbarossa. Privi di armi moderne e mal equipaggiati, quei ragazzi combatterono con grande valore e dignità. Poi dovettero soccombere alla forza d’urto dell’esercito sovietico. E cominciò il martirio della ritirata, nel cuore dell'inverno…

Una storia lontana nel tempo, ma ancora viva nel ricordo di tante famiglie che hanno vissuto a lungo nell'attesa, e perlopiù aspettato invano.

In occasione del 75°anniversario della ritirata, Travel-Lab in collaborazione con Sulle orme della Storia – associazione culturale senza scopo di lucro nata al fine di promuovere e valorizzare le risorse storico-culturali del nostro Paese sia a livello nazionale che internazionale – organizza un trekking che si svolgerà dal 18 al 27 gennaio lungo il percorso della ritirata del Corpo d'Armata Alpino (in particolare della Divisione Tridentina) in Russia, dal Don a Nikolajewka, dove il 26 gennaio 1943 si consumò lo scontro finale: l’esercito russo fu sopraffatto dagli ultimi resti della Divisione Tridentina, che travolse la resistenza sovietica con la forza della disperazione, ma il prezzo da pagare fu ancora una volta enorme - migliaia di caduti sul campo di battaglia; estremo coraggio ed estremo sacrificio, nel disperato tentativo di aprirsi la via verso la patria.

Il trekking si terrà con qualsiasi condizione meteo – per poter sperimentare le difficili condizioni in cui si trovarono i giovani soldati in quel lontano (ma non troppo lontano) inverno – e le soste verranno effettuate presso abitazioni private o locali pubblici dormendo in sacco a pelo.

A partire per questo viaggio rievocativo saranno 11 uomini e donne veneti, lombardi e piemontesi, spinti da motivazioni personali diverse ma dal desiderio comune di ricordare e di rendere omaggio.

«In questo viaggio, in realtà, non c'è quasi nulla da vedere e quasi nessuno da incontrare – spiega il presidente dell'Associazione, Danilo Dolcini, alla vigilia della ripartenza, dopo il suo primo trekking in Russia cinque anni fa – ma è solcare la neve in quei posti e in quei giorni… è “solo” questo il viaggio. L'essenza è… la neve infinita, il silenzio, le balke, il freddo e restare da solo con i tuoi pensieri. Lo so che non è un viaggio da tutti ma soprattutto non è per tutti: molti mi chiedono “ma chi te lo fa fare?”. Non potranno mai capire, anche perché per capire minimamente dovrebbero leggere e soprattutto dovrebbero aver avuto la fortuna di parlare con i reduci. Io ricordo sempre con tanto piacere anche il (un po') “mio” colonnello Andrioli, reduce della Divisione Julia e prigioniero nei campi sovietici; ricordo i suoi racconti fatti di dolore, quando distoglieva lo sguardo da me per andare a cercare quei momenti e i suoi ragazzi, come lui li chiamava. E io che cercavo di capire senza ovviamente riuscirci. Questo viaggio serve a questo… a capire un po' di più, a non dimenticarli, ad omaggiarli, tutti quanti nessuno escluso».

«Tra i soldati di questa spedizione – racconta uno dei partecipanti, Stefano Lupi c’era il fiorentino Enrico Magnanensi, Tenente della Divisione Pasubio. Mio nonno. Da 5 anni, da quando mi sono messo sulle tracce del suo “percorso militare” e ho scoperto tra le altre cose il luogo di morte, l’unico pensiero è stato poter un giorno solcare quelle terre per sentire e provare ad immaginare quello che un ragazzo di 27 anni ha potuto vivere a migliaia di chilometri lontano da casa dove lo stava aspettando sua moglie in attesa della sua bambina che non ha mai potuto conoscere. Mia mamma».

Insieme a loro partiranno Silvia Ostinelli, Davide Mazzocato, Roberto Bettinsoli, Giancarlo De Stefani, Ezio Blegino, Andrea Scquizzato, Andrea De Felici, Christian Abate e Federico Scopel.

Nell’agiatezza in cui viviamo, facile sarebbe non pensare a ciò che è stato! Sembra che tutto quel che non ci tocca direttamente, non ci riguardi. Invece è bello sapere che ci sono ancora persone interessate a scoprire il passato, dispiegando una storia familiare o semplicemente ascoltando un racconto, e disposte a farsene carico. Solo se capiamo ciò che è stato, possiamo evitare che certe tragedie si ripetano. Solo se capiamo ciò che è stato, possiamo mantenere vivo il ricordo di chi si è speso con coraggio per ciò che oggi diamo per scontato. Solo se capiamo ciò che è stato, possiamo dare valore al presente e orientare le nostre scelte per un futuro di pace.






ABOUT AUTORE





Utilizzando il sito web, accetti il nostro uso dei cookie, per una tua migliore esperienza di navigazione. Maggiori informazioni Ok